Amplifon corre a Piazza Affari: Morgan Stanley punta sulla ripresa del retail e sulle sinergie con GN Hearing
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 3 min
Amplifon si mette in evidenza a Piazza Affari, sostenuta dal giudizio favorevole di Morgan Stanley e dalle aspettative legate alla futura integrazione con GN Hearing. Il titolo della società italiana specializzata nei servizi e nelle soluzioni per la cura dell’udito ha registrato un rialzo superiore al 2%, portandosi nell’area dei 12 euro e conquistando le prime posizioni del listino milanese. A dare impulso agli acquisti è stato l’avvio della copertura da parte della banca statunitense con raccomandazione “Overweight” e un target price di 14,90 euro, una valutazione che incorpora un significativo potenziale di apprezzamento rispetto alle quotazioni correnti.
La lettura positiva di Morgan Stanley parte dalle prospettive dell’intero settore europeo delle tecnologie medicali. All’interno di questo universo, gli analisti indicano il comparto degli apparecchi e dei servizi per l’udito come uno dei segmenti più interessanti, grazie a fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione, la crescente attenzione alla prevenzione e l’evoluzione tecnologica degli apparecchi acustici. Amplifon dispone inoltre di una posizione particolarmente forte nella distribuzione al dettaglio, con una rete internazionale che consente al gruppo di beneficiare direttamente di un’eventuale ripresa della domanda. La presenza geografica diversificata e l’arrivo di nuove generazioni di prodotti rappresentano, secondo questa impostazione, ulteriori elementi favorevoli.
L’attenzione degli investitori è rivolta anche ai risultati della seconda parte del 2026. Amplifon ha confermato le proprie aspettative per l’esercizio, prevedendo una crescita della domanda mondiale nell’ordine del 3% e puntando a continuare a guadagnare quote nei principali mercati. Il gruppo si attende inoltre una crescita organica superiore al 3%, escludendo l’effetto della cessazione di un contratto di managed care negli Stati Uniti, e un miglioramento significativo della redditività, con un incremento del margine Ebitda adjusted di circa 100 punti base. La capacità di trasformare la ripresa dei volumi in maggiore redditività sarà uno degli indicatori maggiormente osservati dal mercato.
Il passaggio strategicamente più importante resta però l’acquisizione di GN Hearing, annunciata nel marzo scorso. Amplifon ha raggiunto un accordo con la danese GN Store Nord per rilevarne l’intera attività dedicata alla cura dell’udito, attribuendole un valore di circa 2,3 miliardi di euro su base cash and debt-free. Il corrispettivo previsto comprende circa 1,69 miliardi in contanti e 56 milioni di azioni Amplifon. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro la fine del 2026, subordinatamente alle autorizzazioni necessarie e al completamento dello scorporo di GN Hearing dal gruppo di appartenenza.
L’integrazione rappresenta una trasformazione profonda del modello industriale di Amplifon. Il gruppo, leader nel retail audiologico, potrà infatti affiancare alla propria relazione diretta con i clienti le competenze tecnologiche e produttive di GN Hearing. Il nuovo perimetro avrebbe ricavi aggregati per circa 3,3 miliardi di euro, oltre 20 mila dipendenti, più di 700 professionisti impegnati nella ricerca e sviluppo e attività in oltre cento Paesi. La maggiore integrazione verticale dovrebbe consentire un controllo più diretto della catena di fornitura, accelerare lo sviluppo dei prodotti e mettere a disposizione del gruppo una combinazione più equilibrata tra ricavi provenienti dai servizi e quelli generati dalla tecnologia.
Particolarmente rilevante è il capitolo delle sinergie. Amplifon stima benefici netti a livello di Ebitda compresi tra 60 e 80 milioni di euro entro la fine del 2029, principalmente attraverso l’internalizzazione dei volumi di apparecchi acustici attualmente acquistati all’esterno. A questi vantaggi potrebbero aggiungersene altri non ancora quantificati. L’integrazione comporterà anche costi non ricorrenti nell’ordine di 80 milioni distribuiti nei primi due o tre anni dal closing, mentre la componente in contanti dell’acquisizione sarà inizialmente finanziata attraverso un prestito ponte e successivamente rifinanziata con una combinazione di debito, capitale e possibili strumenti equity-linked.
La valutazione di Morgan Stanley si inserisce quindi in una fase nella quale il mercato guarda ad Amplifon non soltanto come al maggiore operatore mondiale della distribuzione audiologica, ma come a un gruppo destinato a modificare la propria struttura industriale. La ripresa del retail può offrire sostegno nel breve periodo, mentre l’acquisizione di GN Hearing apre una prospettiva di maggiore integrazione tra tecnologia, produzione e rapporto con il paziente. Il percorso resta legato alla capacità di completare l’operazione, controllare l’indebitamento e realizzare le sinergie previste, elementi che nei prossimi trimestri saranno determinanti per verificare se il nuovo modello riuscirà a tradurre la maggiore dimensione in crescita e redditività.


Commenti