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Al via l’Opas di Poste su Tim: Labriola punta sul progetto industriale e guarda oltre l’offerta

20 lug
Tempo di lettura: 2 min

Prende ufficialmente il via l'Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Poste Italiane su Tim, una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore italiano delle telecomunicazioni. L'offerta, del valore complessivo di circa 10,8 miliardi di euro, punta a conquistare il controllo dell'ex monopolista delle telecomunicazioni e rappresenta il primo passo verso la possibile nascita di un grande polo nazionale nei servizi digitali, nelle telecomunicazioni e nell'innovazione tecnologica. Alla vigilia dell'apertura del periodo di adesione, l'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ha ribadito che il vero elemento centrale dell'operazione non è soltanto l'aspetto finanziario, ma soprattutto il progetto industriale, destinato a rafforzare la competitività del gruppo in un mercato europeo sempre più orientato al consolidamento.


Il Consiglio di amministrazione di Tim ha espresso all'unanimità un giudizio favorevole sia sul corrispettivo economico sia sulla logica industriale dell'offerta, ritenendola coerente con il percorso di trasformazione avviato negli ultimi anni dopo la cessione della rete fissa. Il corrispettivo prevede 1,67 euro in contanti e 0,218 nuove azioni Poste Italiane per ogni azione Tim conferita. Secondo Labriola, l'operazione si inserisce in una strategia di lungo periodo che punta a creare maggiori sinergie industriali, migliorare la capacità di investimento e rafforzare il posizionamento del gruppo nei settori a più alto valore aggiunto, come cloud, cybersecurity, data center, servizi digitali e infrastrutture per l'intelligenza artificiale. L'amministratore delegato ha inoltre confermato che Tim continuerà a perseguire gli obiettivi già fissati senza modificare il proprio piano operativo fino alla conclusione dell'offerta.


L'operazione rappresenta un passaggio strategico anche per Poste Italiane, che punta ad ampliare il proprio ruolo oltre i tradizionali servizi postali, logistici e finanziari. L'integrazione con Tim consentirebbe infatti di sviluppare una piattaforma nazionale in grado di offrire servizi integrati alle famiglie, alle imprese e alla Pubblica amministrazione, sfruttando la capillare presenza territoriale di Poste e le competenze tecnologiche di Tim. Gli analisti ritengono che la riuscita dell'Opas possa favorire importanti economie di scala e generare sinergie sia sul piano commerciale sia su quello industriale, contribuendo anche ad accelerare la digitalizzazione del Paese. Resta però fondamentale il livello di adesione degli azionisti, da cui dipenderanno il grado di controllo che Poste riuscirà a ottenere e l'eventuale percorso verso il delisting del titolo dalla Borsa.


Il mercato guarda ora alle prossime tappe dell'operazione. Tim pubblicherà i risultati del secondo trimestre e del primo semestre il 29 luglio, mentre il nuovo piano industriale sarà presentato soltanto dopo la conclusione dell'Opas, quando sarà più chiaro il futuro assetto societario e il perimetro delle possibili sinergie con Poste. La fase che si apre rappresenta quindi un momento decisivo non solo per i due gruppi coinvolti, ma per l'intero settore delle telecomunicazioni italiane. In un contesto europeo caratterizzato da margini sempre più ridotti e dalla necessità di sostenere investimenti miliardari nelle reti e nei servizi digitali, il consolidamento viene considerato da molti operatori una strada quasi obbligata. Se l'offerta raggiungerà gli obiettivi prefissati, potrebbe nascere un nuovo protagonista nazionale capace di rafforzare la competitività italiana nei comparti della connettività, del cloud e della trasformazione digitale.

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