Affitti brevi, le città italiane entrano nella stretta europea
- Luca Baj

- 3 ore fa
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Milano, Firenze, Roma, Bologna e Napoli superano la soglia indicativa dello stress abitativo considerata da Bruxelles.
Le principali città italiane potrebbero rientrare nel perimetro delle aree sottoposte a misure più restrittive sugli affitti brevi. Le ipotesi europee prendono in considerazione il rapporto tra prezzo medio degli immobili e reddito medio disponibile, utilizzandolo per individuare i territori nei quali l’accesso alla casa risulta particolarmente difficile.
La soglia esaminata nelle bozze europee è pari a otto: quando il prezzo di acquisto supera di oltre otto volte il reddito annuale, l’area può essere considerata sottoposta a stress abitativo. Milano presenta i valori più elevati, ma sopra il limite si collocano anche Firenze, Roma, Bologna e Napoli. Palermo risulta invece più distante.
L’indicatore consentirebbe di differenziare gli interventi, evitando un’applicazione uniforme delle restrizioni in territori con condizioni immobiliari molto diverse. Nelle zone maggiormente tese potrebbero essere riconosciuti agli enti locali strumenti più incisivi per limitare la concentrazione delle locazioni turistiche.
La disciplina dovrà comunque bilanciare diritto di proprietà, libertà d’impresa, attrattività turistica e necessità di mantenere una disponibilità adeguata di abitazioni per residenti, studenti e lavoratori.
I dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e quelli fiscali sui redditi possono fornire una base oggettiva, ma la misurazione richiede attenzione. Le medie cittadine rischiano infatti di nascondere differenze molto ampie tra quartieri.
L’intervento europeo non comporta automaticamente un divieto. La sua portata dipenderà dal testo definitivo e dalle modalità con cui Stati e comuni utilizzeranno gli strumenti messi a disposizione.





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