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Wall Street rimbalza grazie ai semiconduttori: Nvidia attesa al test trimestrale, petrolio in calo e Treasury in discesa


I principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo mercoledì, sostenuti dal recupero dei titoli legati ai semiconduttori in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali di Nvidia. Il rimbalzo ha contribuito a migliorare il clima sui mercati dopo le recenti tensioni causate dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dalle preoccupazioni sull’inflazione.


Nvidia, considerata il simbolo del boom globale dell’intelligenza artificiale e una delle società di maggior valore al mondo, ha guadagnato il 2% prima della diffusione dei conti trimestrali prevista dopo la chiusura di Wall Street.


Gli investitori guardano con attenzione ai risultati del gruppo per capire se la domanda di infrastrutture legate all’intelligenza artificiale sia ancora abbastanza solida da giustificare le elevate valutazioni del comparto tecnologico.


L’intero settore dei semiconduttori ha beneficiato di acquisti: Marvell Technology è salita del 7,8%, Intel del 6,3% e Micron Technology del 3,6%.


Anche l’indice Philadelphia Semiconductor ha registrato un forte progresso, chiudendo in rialzo del 2,9%.


Nelle ultime sedute, i mercati azionari statunitensi erano stati penalizzati dalle forti vendite sul mercato obbligazionario globale, che hanno spinto verso l’alto i rendimenti. Gli investitori temono che la Federal Reserve possa mantenere i tassi d’interesse elevati più a lungo del previsto, mentre le tensioni in Medio Oriente stanno alimentando il rialzo del petrolio e riaccendendo le pressioni inflazionistiche.


Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni, che nella seduta precedente aveva raggiunto il livello più alto degli ultimi 16 mesi al 4,687%, è poi sceso al 4,588% nella giornata di mercoledì.


Sul fronte energetico, i futures sul Brent hanno accentuato le perdite, cedendo il 5,6% fino a 105,13 dollari al barile. A pesare sono state le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui i negoziati con l’Iran sarebbero ormai nelle fasi conclusive. Nonostante ciò, gli investitori continuano a mantenere prudenza, considerando le persistenti tensioni geopolitiche e le interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.


Alle 11:51 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 529,35 punti, pari all'1,08%, a quota 49.894,89, l' S&P 500 ha guadagnato 72,83 punti, pari allo 0,99%, a 7.426,44 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 359,73 punti, pari all'1,39%, a 26.230,44.


Tra i comparti dello S&P 500, sette degli undici settori principali hanno chiuso in territorio positivo, con i migliori risultati registrati dai consumi discrezionali e dal comparto tecnologico, entrambi in crescita di circa l’1,8%.


In controtendenza il settore energetico, in calo dell’1,7% a causa della discesa dei prezzi del petrolio, mentre i beni di consumo di base hanno perso lo 0,5%.


Target ha lasciato sul terreno il 4%, trascinando al ribasso il comparto dei beni essenziali, dopo aver segnalato un contesto macroeconomico complesso pur confermando obiettivi più ambiziosi sulla crescita annuale delle vendite. Anche Walmart, attesa alla pubblicazione dei risultati trimestrali giovedì, ha registrato una flessione di circa l’1%.


L’attenzione degli investitori è rivolta alla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, attesi nel corso della giornata, dai quali il mercato spera di ottenere indicazioni più chiare sull’approccio della banca centrale rispetto ai rischi inflazionistici.


Secondo il FedWatch Tool del CME, gli operatori attribuiscono ora circa il 37% di probabilità a un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di dicembre.


Tra i titoli in evidenza, il comparto aereo ha beneficiato del forte calo del petrolio: Delta Air Lines, United Airlines, Southwest Airlines e Alaska Air hanno registrato rialzi compresi tra il 6% e il 10%.


In controtendenza Intuit, che ha ceduto il 3,5% dopo che Reuters, citando una comunicazione interna, ha riferito dell’intenzione della società di tagliare circa 3.000 posti di lavoro.


Sul New York Stock Exchange i titoli in rialzo hanno nettamente prevalso su quelli in calo con un rapporto di 3,11 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,85 a 1.


Per quanto riguarda i nuovi massimi e minimi annuali, lo S&P 500 ha registrato 16 nuovi massimi a 52 settimane e 15 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 62 nuovi massimi e 127 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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