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Wall Street resta vicino ai massimi: trimestrali solide e attesa per il dato PCE sostengono il rally


L’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso la seduta di mercoledì in modo altalenante, con gli investitori prudenti in attesa di sviluppi nei negoziati in Medio Oriente.


La Casa Bianca ha infatti smentito le indiscrezioni riportate dalla TV di Stato iraniana, secondo cui Teheran sarebbe pronta a riaprire la navigazione nello Stretto di Hormuz entro un mese in cambio del ritiro delle truppe statunitensi e della fine del blocco navale.


Nonostante l’incertezza geopolitica, gli indici sono rimasti vicini ai loro massimi storici. Il Dow Jones ha archiviato la giornata in lieve rialzo, sostenuto dalla rotazione degli investitori verso i titoli sanitari e dei beni di consumo. Al contrario, il Nasdaq ha risentito delle vendite nel comparto dei semiconduttori, particolarmente rilevante per l’indice tecnologico.


Alle 11:35 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 212,62 punti, pari allo 0,42%, a quota 50.674,30, l'S&P 500 ha perso 3,67 punti, pari allo 0,05%, attestandosi a 7.515,45 e il Nasdaq Composite ha perso 39,32 punti, pari allo 0,15%, chiudendo a 26.616,86.


Sette degli undici principali settori dello S&P 500 hanno terminato la seduta in territorio positivo. A guidare i rialzi è stato il comparto dei beni di consumo discrezionali, salito di quasi il 2%.


Anche il settore sanitario ha registrato una performance positiva, con un progresso dello 0,7%, mentre i beni di consumo di base hanno guadagnato l’1,5%.


Di contro, il settore energetico dello S&P 500 ha ceduto l’1,2%, penalizzato dal forte ribasso del petrolio, sceso fino al 5%. Anche il comparto tecnologico ha chiuso in calo dell’1%, dopo aver toccato un nuovo record nella seduta precedente.


Le prese di profitto hanno colpito soprattutto i produttori di semiconduttori dopo il recente rally: Intel e Marvell Technology hanno lasciato sul terreno oltre il 4% ciascuna, mentre Qualcomm è scesa del 9,2%.


L’indice Philadelphia SE Semiconductor ha chiuso in ribasso del 2,7%, con Nvidia in flessione del 2,3%.


Zscaler ha registrato un tonfo del 31% dopo che la società specializzata in sicurezza cloud ha diffuso previsioni sui ricavi del quarto trimestre inferiori alle attese del mercato.


Anche JPMorgan ha chiuso in forte calo, perdendo il 3,3%, dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato Jamie Dimon, che ha avvertito come le spese annuali potrebbero superare di circa 1 miliardo di dollari le precedenti stime. La flessione del titolo ha pesato sull’intero comparto finanziario.


Tra gli altri movimenti rilevanti di mercato, GlobalFoundries ha ceduto l’11,6% dopo che Bloomberg ha riferito che Mubadala Investment Company, azionista di maggioranza, starebbe valutando una vendita accelerata di azioni GFS per raccogliere circa 1,91 miliardi di dollari.


In controtendenza, Bath & Body Works è balzata del 12,3% grazie a risultati trimestrali superiori alle aspettative, sia sul fronte delle vendite sia degli utili. Bene anche Abercrombie & Fitch, salita dell’11,3% dopo la pubblicazione di una trimestrale particolarmente solida.


I RISULTATI UTILI GUIDANO I MERCATI, SI ATTENDONO I DATI


Una stagione delle trimestrali migliore delle attese, insieme alle previsioni di una crescita degli utili del 29% su base annua nel primo trimestre, ha continuato a sostenere il rally di Wall Street.


In questo contesto, Goldman Sachs ha rivisto al rialzo il target di fine 2026 per l’S&P 500, portandolo da 7.600 a 8.000 punti, grazie alla persistente solidità degli utili societari.


L’attenzione degli investitori si sposterà ora sui dati dell’indice delle spese per consumi personali (PCE), attesi giovedì. L’indicatore, considerato il principale parametro sull’inflazione monitorato dalla Federal Reserve, potrebbe offrire nuove indicazioni sull’orientamento della politica monetaria sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh.


Sul NYSE, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,4 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato pari a 1,24 a 1.


Lo S&P 500 ha segnato 36 nuovi massimi annuali e 6 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 139 nuovi massimi a 52 settimane contro 52 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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