Wall Street resiste alle tensioni geopolitiche: tech e difesa sostengono l’S&P 500, vola l’energia con il petrolio in rialzo
- piscitellidaniel
- 2 mar
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Lunedì l’indice di riferimento S&P 500 ha chiuso sostanzialmente invariato: i rialzi dei titoli tecnologici hanno infatti bilanciato le perdite diffuse sul resto del mercato, alimentate dalle preoccupazioni che un conflitto prolungato in Medio Oriente possa ostacolare le rotte commerciali globali e riaccendere le pressioni inflazionistiche.
Tra i comparti più penalizzati figurano le compagnie aeree, dopo la sospensione di diversi voli, mentre alcuni impianti petroliferi e del gas nella regione hanno fermato la produzione, spingendo i prezzi del greggio in rialzo di oltre l’8%.
Delta Air Lines e United Airlines hanno ceduto più del 2,5% ciascuna. Nel settore crocieristico, particolarmente sensibile all’andamento del petrolio, Carnival Corporation & plc ha perso l’8%, mentre Norwegian Cruise Line Holdings ha registrato un calo superiore al 10%.
A sostenere il listino sono stati invece i colossi tecnologici: Nvidia è salita del 2,8% e Microsoft dell’1,7%, recuperando parte delle perdite subite il mese scorso. I loro rialzi hanno consentito allo S&P 500 e al Nasdaq Composite di ridurre i cali dopo aver toccato brevemente, a inizio seduta, i minimi delle ultime due settimane.
In progresso anche i titoli della difesa: Lockheed Martin ha guadagnato il 2,5%, mentre Palantir Technologies è avanzata del 5,6%.
La scena resta dominata dalle tensioni geopolitiche: nel fine settimana attacchi coordinati di Stati Uniti e Israele contro l’Iran avrebbero ucciso la Guida Suprema di Teheran. Israele ha quindi lanciato operazioni di rappresaglia dopo i raid aerei condotti dall’Iran e dai militanti di Hezbollah in Libano, alimentando i timori di un’ulteriore escalation del conflitto in tutta la regione.
Anche il presidente Donald Trump ha dichiarato alla CNN che la “grande ondata” deve ancora arrivare, nonostante diversi Paesi del Medio Oriente stiano sollecitando gli alleati degli Stati Uniti a favorire una rapida conclusione del conflitto.
Alle 11:42 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 96,59 punti, ovvero dello 0,20%, a 48.881,33, l'S&P 500 ha perso 3,29 punti, ovvero dello 0,05%, a 6.875,59 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 52,06 punti, ovvero dello 0,22%, a 22.718,73.
Otto degli undici settori dello S&P 500 hanno chiuso in territorio negativo, mentre il comparto energetico si è distinto in controtendenza con un progresso dell’1,8%.
L’indice della paura di Wall Street, il CBOE Volatility Index (VIX), ha ridimensionato i guadagni dopo aver toccato in precedenza il livello più alto degli ultimi tre mesi, terminando comunque in rialzo di 1,45 punti a 21,31.
I mercati erano già sotto pressione per i timori legati alla disruption dell’intelligenza artificiale, alle tensioni nel credito privato e all’incertezza sulle politiche commerciali: fattori che hanno portato lo S&P 500 e il Nasdaq Composite a registrare i cali mensili più marcati da marzo 2025.
Un rialzo persistente dei prezzi del petrolio rischia inoltre di intensificare le spinte inflazionistiche, proprio mentre gli ultimi dati hanno evidenziato come i dazi statunitensi abbiano fatto aumentare i costi dei fattori produttivi nel mese di febbraio.
Ohsung Kwon di Wells Fargo ha avvertito che lo S&P 500 potrebbe scendere fino a quota 6.000 punti, circa il 13% in meno rispetto all’ultima chiusura, qualora il prezzo del greggio superasse i 100 dollari al barile, con un possibile impatto negativo sugli utili stimato intorno all’1,3%.
Sul fronte societario, Norwegian Cruise Line Holdings ha annunciato una previsione di utile annuale inferiore alle attese di Wall Street.
AES Corporation ha perso il 17,3% dopo che un consorzio guidato da Global Infrastructure Partners, controllata da BlackRock, e dalla società di investimento EQT AB ha raggiunto un accordo per acquisire la utility per 33,4 miliardi di dollari, a un prezzo inferiore rispetto all’ultima chiusura di mercato.
Tra i titoli legati alle criptovalute, Coinbase e Strategy hanno guadagnato oltre il 5% ciascuna, sostenute dal rialzo del bitcoin.
I titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,46 a 1 sul New York Stock Exchange e di 1,33 a 1 sul Nasdaq Stock Market.
Lo S&P 500 ha segnato 51 nuovi massimi e tre nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 70 nuovi massimi e 153 nuovi minimi nello stesso periodo.
Fonte: investing.com





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