Wall Street in calo tra tensioni USA-Iran e vendite sul comparto tecnologico
- piscitellidaniel
- 10 giu
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I principali indici di Wall Street hanno proseguito il movimento al ribasso nella seduta di mercoledì, penalizzati dalla persistente debolezza del comparto tecnologico e dalle rinnovate tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che hanno messo in secondo piano un dato sull'inflazione sostanzialmente in linea con le attese.
Negli ultimi giorni i mercati azionari hanno registrato un aumento della volatilità, con gli investitori chiamati a valutare una serie di fattori di rischio sempre più rilevanti: dalle elevate valutazioni dei titoli tecnologici all'acuirsi delle tensioni in Medio Oriente, fino alle aspettative che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere una politica monetaria restrittiva per contrastare le pressioni inflazionistiche.
L'indice di volatilità CBOE (VIX) è avanzato di 1,84 punti, attestandosi a 21,73, dopo aver raggiunto nella seduta precedente il livello più elevato dal 7 aprile.
Sul fronte macroeconomico, i dati hanno mostrato che i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono cresciuti del 4,2% su base annua a maggio, segnando l'incremento più marcato dall'aprile 2023. L'aumento è stato sostenuto principalmente dal rincaro della benzina e di altri prodotti energetici, influenzati dalle tensioni in Medio Oriente.
Nonostante l'accelerazione dell'inflazione, il dato si è mantenuto in linea con le aspettative degli analisti interpellati da Reuters.
Gli operatori di mercato si aspettano che la Federal Reserve lasci i tassi d'interesse invariati nella riunione di giugno. Tuttavia, le aspettative incorporano già almeno un rialzo di 25 punti base entro la fine dell'anno.
I titoli legati alla tecnologia e all'intelligenza artificiale sono stati tra i più colpiti dalle vendite, con gli investitori che hanno rivisto le proprie posizioni alla luce della prospettiva di una politica monetaria più restrittiva e delle crescenti preoccupazioni sulle valutazioni elevate del comparto.
Tra i principali protagonisti del settore, Nvidia, Micron e Broadcom hanno registrato ribassi compresi tra il 2,6% e il 4,2%, estendendo le perdite dopo il temporaneo recupero osservato lunedì. L'indice tecnologico dello S&P 500 ha terminato la seduta in flessione dell'1,6%.
Particolarmente pesante il calo di Super Micro Computer, che ha ceduto il 17,7% dopo aver annunciato un piano di raccolta di 7 miliardi di dollari tramite emissioni azionarie e strumenti collegati al capitale. Le risorse saranno destinate all'acquisto di componenti necessari per soddisfare la crescente domanda di server dedicati all'intelligenza artificiale.
La presa di profitto sui titoli tecnologici più affollati ha favorito una rotazione degli investimenti verso comparti rimasti finora indietro rispetto al mercato, come sanità, immobiliare e beni di consumo primari.
Nel complesso, cinque degli undici principali settori dello S&P 500 hanno chiuso in territorio positivo. A guidare i rialzi è stato il comparto energetico, sostenuto dall'aumento di oltre l'1% delle quotazioni del petrolio.
Alle 11:36 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 557,14 punti, pari all'1,09%, attestandosi a 50.318,03, l'S&P 500 ha ceduto 62,10 punti, pari allo 0,84%, chiudendo a 7.324,49 e il Nasdaq Composite ha perso 303,56 punti, pari all'1,18%, chiudendo a 25.375,26.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran avrebbe avuto ampio tempo per raggiungere un accordo negoziale e che, a suo avviso, Teheran dovrà ora affrontarne le conseguenze. Dal canto suo, il governo iraniano ha annunciato una revisione del proprio approccio diplomatico nei confronti di Washington dopo gli attacchi incrociati avvenuti durante la notte.
L’attenzione degli investitori è inoltre rivolta all’attesa quotazione di SpaceX, valutata circa 1.750 miliardi di dollari e prevista per venerdì. L’operazione, che punta a raccogliere una cifra record di 75 miliardi di dollari, alimenta i timori di un eccessivo entusiasmo nei confronti del comparto tecnologico e potrebbe aumentare la pressione sui mercati azionari statunitensi.
Tra i titoli sotto osservazione, le società di trasporto merci XPO, JB Hunt e Old Dominion hanno registrato ribassi compresi tra l’1,7% e il 5,2% dopo che Amazon ha annunciato l’ampliamento dei propri servizi di spedizione a carico parziale negli Stati Uniti. L’indice dei trasporti ha chiuso in calo del 2,4%.
Sul fronte dell’ampiezza del mercato, al New York Stock Exchange (NYSE) i titoli in rialzo hanno leggermente superato quelli in ribasso, con un rapporto di 1,02 a 1. Sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,04 a 1 a favore dei rialzi.
Per quanto riguarda i nuovi massimi e minimi annuali, lo S&P 500 ha registrato 20 nuovi massimi a 52 settimane e sette nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 121 nuovi massimi e 104 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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