Ucraina, caccia italiani della Nato abbattono un drone sopra la Lituania

Nuovo episodio di tensione sul fianco orientale della Nato, dove due Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica militare italiana hanno intercettato e abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lituania provenendo dalla Bielorussia. L’intervento è avvenuto nella notte, dopo che il velivolo senza pilota era stato individuato mentre si dirigeva verso il territorio lituano. I caccia italiani, schierati nella base di Šiauliai nell’ambito della missione Nato di difesa aerea dei Paesi baltici, sono decollati su allarme e hanno neutralizzato l’obiettivo intorno alle 00:20. Non risultano persone ferite. L’origine russa del drone viene ritenuta possibile, ma le autorità lituane e dell’Alleanza non l’hanno ancora accertata definitivamente e stanno analizzando i rottami recuperati.
L’incursione ha fatto scattare l’allerta in diverse aree del Paese, comprese quelle di Vilnius, Trakai ed Elektrėnai. Secondo le prime ricostruzioni, il drone avrebbe attraversato il confine bielorusso per poi proseguire verso ovest, prima di essere abbattuto nei pressi del bacino di Kaunas. Militari, polizia e specialisti sono intervenuti nella zona della caduta per mettere in sicurezza l’area e raccogliere i frammenti necessari alle indagini. Tra gli elementi da chiarire figurano il modello del velivolo, la sua provenienza, la traiettoria e soprattutto l’eventuale presenza di materiale esplosivo. Proprio quest’ultimo aspetto assume particolare rilevanza per stabilire se si sia trattato di un mezzo militare, di un drone deviato dalla propria rotta oppure di un’incursione deliberata.
L’episodio assume un peso politico e militare superiore a quello di una semplice violazione dello spazio aereo. La Lituania è infatti membro della Nato e dell’Unione europea e confina sia con la Bielorussia, stretta alleata di Mosca, sia con l’exclave russa di Kaliningrad. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, nel 2022, i Paesi baltici e gli altri Stati situati lungo il confine orientale dell’Alleanza hanno progressivamente rafforzato i sistemi di sorveglianza e difesa. L’utilizzo massiccio di droni nella guerra russo-ucraina ha però aumentato il rischio che velivoli militari possano attraversare, intenzionalmente o accidentalmente, le frontiere dei Paesi Nato, obbligando le forze alleate a prendere decisioni operative in tempi estremamente ridotti.
Per l’Aeronautica militare italiana si tratta del secondo episodio di questo tipo nell’arco di circa un mese. Ad agosto un Eurofighter italiano impegnato nella missione Nato aveva abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lettonia. Anche in quel caso l’origine del velivolo non era stata immediatamente accertata. La ripetizione di eventi simili evidenzia il ruolo assunto dall’Italia nella protezione dello spazio aereo baltico. I tre Stati della regione non dispongono infatti di proprie flotte di caccia adeguate alla difesa aerea e la Nato garantisce la sorveglianza attraverso contingenti messi a disposizione a rotazione dagli alleati. Gli Eurofighter italiani sono quindi parte di un dispositivo che deve assicurare capacità di identificazione, intercettazione e, quando necessario, neutralizzazione delle minacce.
L’abbattimento arriva inoltre a soli due giorni da un altro allarme nei cieli lituani. Il 13 settembre l’aeroporto di Vilnius era stato temporaneamente chiuso dopo che i radar avevano segnalato quella che inizialmente sembrava essere la presenza di un drone. Anche in quell’occasione era stato fatto decollare un caccia Nato dalla base di Šiauliai, ma l’identificazione visiva aveva successivamente stabilito che il segnale era stato provocato da uno stormo di uccelli. La rapidità della risposta dimostra il livello di allerta raggiunto nella regione, dove qualsiasi traccia radar anomala viene trattata come una potenziale minaccia fino alla sua identificazione.
Il nuovo incidente si inserisce in un quadro europeo segnato dalla crescente preoccupazione per possibili sconfinamenti, sabotaggi e attività riconducibili alla guerra ibrida. La Lituania ha informato gli alleati Nato e i partner europei, mentre sono in corso valutazioni su ulteriori misure per rafforzare la protezione del fianco orientale. La provenienza del drone dalla Bielorussia rende l’episodio particolarmente sensibile, ma l’attribuzione della responsabilità resta subordinata alle verifiche tecniche. In una fase nella quale il conflitto in Ucraina continua a produrre conseguenze sempre più vicine ai confini dell’Alleanza, l’intervento dei caccia italiani mostra concretamente come la difesa dello spazio aereo baltico sia passata da una funzione prevalentemente di deterrenza a una missione chiamata sempre più spesso a reagire a minacce reali.





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