Accise, il Governo valuta un’altra proroga: domani il tavolo decisivo sui tagli ai carburanti

Il Governo torna a confrontarsi sul caro carburanti mentre si avvicina la scadenza del nuovo taglio temporaneo applicato al gasolio. Sul tavolo resta l’ipotesi di un’ulteriore proroga dello sconto sulle accise, dopo che il Consiglio dei ministri ha già esteso fino al 17 settembre 2026 la riduzione fiscale sul diesel. La misura attualmente in vigore determina uno sconto alla pompa di circa 17 centesimi al litro, risultato della riduzione dell’accisa e del conseguente minore impatto dell’Iva. Il confronto previsto nelle prossime ore dovrà stabilire se continuare ancora con un intervento generalizzato oppure avviare il passaggio verso sostegni più selettivi, destinati alle categorie maggiormente esposte all’aumento dei prezzi dell’energia.
La questione è diventata particolarmente delicata per l’effetto delle tensioni internazionali sulle quotazioni del petrolio. Brent e Wti hanno superato la soglia dei 100 dollari al barile, aumentando la pressione sui prezzi dei carburanti e sui costi sostenuti da famiglie e imprese. L’attuale riduzione riguarda esclusivamente il gasolio ed è stata prorogata per sette giorni con un provvedimento che comporta un onere per le casse pubbliche nell’ordine di 85 milioni di euro. Il costo giornaliero dello sconto è stimato intorno ai 13 milioni, una cifra che rende sempre più difficile proseguire indefinitamente con interventi generalizzati senza individuare nuove coperture finanziarie.
Da marzo gli interventi adottati per contenere il costo dei carburanti, insieme ai sostegni rivolti all’autotrasporto, hanno già richiesto risorse per diversi miliardi di euro. Una parte delle coperture è arrivata dall’extragettito fiscale prodotto dallo stesso aumento dei prezzi energetici, mentre per altre misure è stato necessario ricorrere a differenti risorse di bilancio. È proprio la sostenibilità finanziaria a rappresentare uno dei principali ostacoli alla prosecuzione dello sconto per tutti gli automobilisti. L’esecutivo vorrebbe progressivamente superare questo modello e concentrare le risorse sulle famiglie con redditi più bassi e sulle categorie professionali per le quali il carburante costituisce una componente essenziale dei costi.
Tra le ipotesi allo studio figurano quindi aiuti mirati, con particolare attenzione ai lavoratori che utilizzano quotidianamente l’automobile per raggiungere il posto di lavoro e al settore dell’autotrasporto. È stata valutata anche la possibilità di introdurre strumenti assimilabili a un buono carburante, definendo criteri reddituali e modalità di erogazione in grado di limitare la spesa pubblica rispetto a un taglio generalizzato delle imposte. Il passaggio, tuttavia, presenta difficoltà tecniche e politiche: occorre individuare con precisione i beneficiari, evitare disparità tra categorie e soprattutto trovare risorse sufficienti per rendere gli interventi realmente efficaci.
Nella maggioranza resta aperto anche il confronto sulle possibili coperture. Tra le proposte emerse figura il ricorso a un prelievo sugli extraprofitti delle società energetiche, soluzione sostenuta da una parte delle forze di Governo ma contestata da chi teme effetti negativi sugli investimenti e nuovi contenziosi. La mancanza di un’intesa definitiva potrebbe quindi favorire ancora una volta una soluzione ponte, con un’ulteriore proroga temporanea del taglio delle accise. Sarebbe un modo per evitare un aumento immediato del prezzo del diesel mentre vengono definiti gli strumenti destinati a sostituire gli sconti indiscriminati.
Parallelamente il Governo sta cercando di intervenire anche sul versante della sicurezza energetica. Il decreto che ha disposto l’ultima proroga contiene infatti misure finalizzate ad accelerare autorizzazioni e concessioni per ricerca, esplorazione ed estrazione di petrolio e gas sul territorio nazionale. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza energetica dall’estero e aumentare la capacità dell’Italia di affrontare shock internazionali sui prezzi. Si tratta però di interventi con effetti prevalentemente di medio e lungo periodo, mentre l’emergenza immediata resta quella dei rincari alla pompa e del loro impatto sull’inflazione, sui trasporti e sui costi di produzione.
Il prossimo confronto politico sarà quindi determinante per stabilire quale strada seguire dopo il 17 settembre. Una nuova proroga consentirebbe di evitare nell’immediato il ritorno dell’intero carico fiscale sul diesel, ma aumenterebbe ulteriormente il costo sostenuto dallo Stato. Il passaggio agli interventi selettivi ridurrebbe invece la platea dei beneficiari e permetterebbe di concentrare le risorse disponibili sulle categorie considerate più vulnerabili. Tra pressioni sui prezzi energetici, vincoli di bilancio e divisioni sulle coperture, il dossier delle accise resta così uno dei principali terreni di confronto della politica economica del Governo.





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