Tim Berners-Lee: il Web deve tornare a essere un bene comune

Dalla nascita del World Wide Web all’IA, una riflessione su piattaforme, controllo e responsabilità tecnologica.
Il World Wide Web nasce con un principio radicalmente diverso da quello che oggi domina una parte dell’economia digitale. Tim Berners-Lee lo progettò al CERN per connettere informazioni e persone, non per creare un sistema proprietario. Riccardo Luna ricostruisce con lui una storia che parte dalla fine degli anni Ottanta, quando Internet esisteva già ma era ancora lontana dall’esperienza quotidiana degli utenti.
Al CERN ricercatori provenienti da Paesi diversi lavoravano con computer e banche dati incompatibili. La proposta di Berners-Lee mirava a collegare quei contenuti attraverso una struttura aperta di documenti e rimandi. Il progetto, inizialmente pensato con il nome “Mesh”, divenne World Wide Web. La prima architettura prese forma su una workstation NeXT e venne sviluppata come infrastruttura non gerarchica.
La decisione decisiva fu non brevettare il Web e non trasformarlo in una rendita privata. Il codice doveva restare aperto, neutrale e utilizzabile da tutti. La frase “This is for everyone”, mostrata da Berners-Lee durante la cerimonia olimpica di Londra del 2012, sintetizzava questa visione.
Il problema, secondo la riflessione proposta a Festivaletteratura, non è il Web in sé ma il modello economico che si è progressivamente sovrapposto alla sua architettura. Le grandi piattaforme hanno concentrato dati, pubblicità e capacità di orientare i comportamenti, trasformando uno spazio nato per distribuire potere in un sistema nel quale pochi soggetti controllano una parte crescente dell’esperienza digitale.
La stessa questione si ripropone oggi con l’intelligenza artificiale. La governance delle nuove tecnologie non può essere lasciata esclusivamente agli incentivi del mercato o alla capacità finanziaria delle imprese dominanti. Servono regole, responsabilità e infrastrutture che mantengano l’innovazione compatibile con i diritti delle persone. Il Web nacque come bene comune perché nessuno doveva chiedere permesso per parteciparvi. Recuperare quella impostazione significa riportare al centro interoperabilità, controllo dei dati e interesse pubblico.






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