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Startech, circa 300 persone in corteo a Trieste per il futuro dell’azienda

13 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Tecnici in un ambiente industriale, fotografia illustrativa non riferita all’azienda citata

I sindacati chiedono risposte e interventi sul sito industriale. Nessuna apertura di procedura accertata.


Circa 300 persone, secondo le forze dell’ordine, hanno partecipato il 13 ottobre al corteo dei lavoratori Startech nella zona industriale di Trieste. La mobilitazione chiede chiarimenti sul futuro dell’azienda e contesta il rischio di una possibile svendita. Questa espressione descrive la preoccupazione manifestata dai sindacati: non attesta che una cessione sia già avvenuta o sia stata formalmente deliberata.


Massimo Marega, segretario generale della Cgil di Trieste, sollecita risposte dall’amministratore delegato e dall’impresa. Il dirigente sindacale riferisce la richiesta di un passo indietro della gestione e dell’invio dei documenti necessari ad avviare il percorso che definisce di amministrazione controllata. Attribuisce all’azienda resistenze e prospetta altre mobilitazioni. Sono dichiarazioni della parte sindacale, non l’accertamento di un tribunale.


La vertenza prosegue anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento del ministro Adolfo Urso. Le informazioni disponibili sul corteo non documentano un provvedimento di apertura di una procedura concorsuale. Il nome richiamato durante una protesta non basta a stabilire quale strumento giuridico sia stato richiesto o disposto: servono i relativi atti.


L’iniziativa era stata annunciata il 12 ottobre da Fiom-Cgil, Uilm, Fim-Cisl e Ugl. Il percorso programmato collegava il presidio davanti all’azienda con via Flavia e via Caboto, per rientrare attraverso Strada della Rosandra e le vie Ressel e Travnik. L’annuncio precedente costituisce il contesto organizzativo; la partecipazione registrata questa mattina è lo sviluppo nuovo della vertenza.


Nella nota preparatoria la Cgil chiedeva un intervento pubblico capace di affidare il sito a un operatore ritenuto credibile e di rilanciare il polo produttivo. La richiesta mette al centro continuità industriale e lavoro, ma non identifica un acquirente selezionato, un prezzo di trasferimento o un piano di investimento già sottoscritto dalle parti.

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