FMI, allarme sui conti del G7: negli USA cresce il peso degli interessi

Il Fiscal Monitor indica per il 2031 una spesa americana per interessi pari al 5,7% del PIL.
Il Fondo monetario internazionale richiama le economie del G7 alla correzione dei bilanci pubblici. Nel Fiscal Monitor presentato il 13 ottobre, il Fondo sollecita misure concrete, programmi credibili di medio termine e ipotesi realistiche per riportare il debito su un percorso sostenibile. L’attenzione riguarda sia il costo del finanziamento sia le possibili ricadute sulle altre economie.
Il rapporto dedica un passaggio agli Stati Uniti: la spesa per interessi passerebbe dal 2,8% del PIL prima della pandemia al 5,7% nel 2031, raggiungendo un ordine di grandezza prossimo alla spesa sociale. È una proiezione attribuita al Fondo, non un valore già registrato nel 2026. Il confronto non annuncia una sostituzione automatica dei programmi sociali con pagamenti ai creditori.
La differenza fra le due quote è di 2,9 punti percentuali. Rapportando l’aumento al livello iniziale, l’incremento della quota risulta circa del 103,6%: poco più di un raddoppio. Questo calcolo riguarda l’incidenza sul prodotto interno lordo. Non permette di ricavare direttamente il corrispondente aumento in dollari, perché anche il valore nominale del PIL può cambiare fra i due periodi.
Gli interessi rappresentano il costo del debito, mentre il rimborso del capitale è una voce distinta. Per leggere i conti pubblici è inoltre utile separare il saldo complessivo dal saldo primario, che esclude gli interessi. Un miglioramento del saldo primario può quindi convivere con pressioni sul disavanzo complessivo quando aumenta l’onere del finanziamento: le due misure rispondono a domande diverse.
Il richiamo ai programmi di medio termine riguarda il percorso delle entrate e delle spese nel tempo. Una previsione di bilancio dipende dalle ipotesi che la sostengono e deve essere distinta da un impegno già attuato. Nel caso americano, la scadenza del 2031 identifica l’orizzonte della stima: il valore non descrive la quota odierna di interessi e non fornisce, da solo, l’importo di un intervento correttivo da adottare.




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