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Renault, Provost chiede decisioni europee su regole e competitività dell’auto

13 ore fa
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Tecnici in un ambiente industriale, fotografia illustrativa non riferita all’azienda citata

Il vertice del gruppo rilancia la richiesta di semplificazione e flessibilità sulle emissioni.


François Provost chiede all’Europa di accelerare sulle decisioni per l’industria automobilistica. Il 13 ottobre, nell’incontro con la stampa italiana a Parigi, il ceo di Renault Group indica strategia industriale, semplificazione e competitività come priorità. L’intervento riguarda le condizioni in cui operano le imprese e non annuncia l’approvazione di nuove regole europee.


Il manager lamenta progressi insufficienti negli ultimi due anni, richiamando in particolare la flessibilità delle disposizioni sulle emissioni di CO2. Secondo la sua ricostruzione, dal 2010 il settore avrebbe perso un terzo dei posti di lavoro in Europa. La percentuale va attribuita alla dichiarazione del dirigente: non viene qui presentata come una rilevazione statistica indipendente né come un dato sulla sola Renault.


Provost sostiene che il gruppo abbia scelto di investire nel continente, sviluppando automobili con ingegneri e fornitori europei. Alle istituzioni comunitarie e ai governi nazionali chiede misure capaci di accompagnare questa trasformazione. Il riferimento comprende tecnologia e ricerca e sviluppo; nelle dichiarazioni riportate non è indicato un nuovo stanziamento pubblico già disponibile.


L’offensiva di prodotto costituisce il contesto industriale dell’appello. Nel programma aziendale diffuso il 6 ottobre, Renault Group aveva annunciato per Parigi 50 fra veicoli, concept e dimostratori. Fra i progetti figurano E-Space Concept, dedicato alla mobilità familiare elettrica, e Renault 8 Gordini Concept, coupé biposto elettrica. Queste presentazioni mostrano proposte progettuali, senza equivalere tutte a modelli già commercializzati.


La distinzione tra richiesta delle imprese e decisione normativa resta centrale. Chiedere maggiore flessibilità non modifica di per sé un obbligo. Per valutare gli effetti economici di una futura misura occorrono il testo adottato, le scadenze e il perimetro dei veicoli interessati, elementi che non si possono ricavare dal solo appello del costruttore.

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