Start Tax, la CISL rilancia il fisco agevolato per i giovani
La proposta mira ad alleggerire il prelievo all’inizio della carriera; platea, durata e coperture richiedono scelte normative.

Un prelievo più leggero nei primi anni di lavoro è tra le proposte della CISL. La Start Tax punta ad aumentare il reddito disponibile dei giovani e favorire l’avvio della carriera. L’indirizzo riguarda salari, autonomia economica e attrattività del lavoro in Italia, ma non costituisce un’agevolazione applicabile alle buste paga.
La proposta discussa nel dibattito economico introduce una progressività collegata anche all’età. Nel modello illustrato da Tommaso Nannicini e Marcello Orecchia, il regime interessa i contribuenti con meno di 35 anni e può estendersi fino a 39 per chi ha seguito percorsi universitari. Comprende dipendenti e autonomi non forfettari. Questi elementi descrivono un progetto da distinguere dalle regole tributarie già vigenti e dalle varianti legislative.
Il razionale economico è sostenere una fase nella quale risparmi e stabilità professionale possono essere limitati. Una minore imposta può aumentare il netto disponibile, ma l’effetto varia in funzione del reddito e del disegno concreto della misura. La riduzione del prelievo non coincide inoltre con un aumento della retribuzione lorda: sono canali diversi attraverso i quali può migliorare il reddito del lavoratore.
Per valutare una futura disciplina assumerebbero rilievo durata, soglie anagrafiche, rapporto con le altre agevolazioni e finanziamento. Un passaggio brusco al regime ordinario potrebbe modificare il beneficio nel tempo, mentre criteri differenti per tipologia di lavoro inciderebbero sulla distribuzione del vantaggio. Anche il confronto con gli incentivi alle assunzioni richiede attenzione, perché uno sgravio riconosciuto all’impresa e una minore imposta del lavoratore non producono necessariamente lo stesso risultato. Nel percorso verso un eventuale intervento normativo, le simulazioni dovranno esplicitare le ipotesi utilizzate e distinguere il beneficio individuale dal costo complessivo per il bilancio pubblico, evitando di presentare importi esemplificativi come aumenti già spettanti.






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