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Regno Unito, Starmer lascia anche il Parlamento: l’ex premier chiude la sua stagione politica

Keir Starmer lascia la Camera dei Comuni e mette fine alla propria esperienza nella politica attiva britannica. L’ex primo ministro ha annunciato le dimissioni da deputato del collegio londinese di Holborn and St Pancras, che rappresentava dal 2015, spiegando di considerare questo il momento giusto per passare il testimone. La decisione arriva poche settimane dopo l’uscita da Downing Street e dalla leadership del Labour, completando una parabola politica rapidissima: dalla grande vittoria elettorale del 2024, che aveva riportato i laburisti al governo dopo quattordici anni di opposizione, alla perdita di consenso e alla sostituzione con Andy Burnham, diventato primo ministro nel luglio 2026.


Starmer ha maturato la scelta durante l’estate, dopo aver inizialmente indicato l’intenzione di restare alla Camera dei Comuni anche dopo la conclusione della sua esperienza di governo. L’ex premier ha spiegato di voler dedicare la prossima fase della propria attività soprattutto agli affari internazionali, concentrandosi su difesa, sicurezza, commercio e tecnologia in uno scenario mondiale caratterizzato da equilibri sempre più instabili. Intende inoltre continuare l’impegno contro la violenza sulle donne e sulle ragazze, tema al quale aveva lavorato già prima dell’ingresso in Parlamento. La decisione segna dunque un allontanamento dalla politica elettiva, ma non necessariamente dalla vita pubblica, considerando il profilo internazionale costruito durante gli anni trascorsi alla guida del governo britannico.


L’uscita di Starmer provoca immediatamente un’elezione suppletiva nel collegio di Holborn and St Pancras, nel centro-nord di Londra. Si tratta di una circoscrizione storicamente favorevole al Labour, ma il voto assumerà un significato politico molto più ampio rispetto alla semplice sostituzione di un deputato. Sarà infatti uno dei primi test elettorali per il nuovo governo guidato da Andy Burnham, proprio mentre il nuovo premier avvia la propria fase parlamentare. Il Labour dovrà dimostrare di poter mantenere un seggio simbolicamente importante in un momento nel quale il sistema politico britannico appare più frammentato e le forze alternative cercano di conquistare spazio nelle grandi aree urbane.


Tra i possibili protagonisti della competizione viene indicato anche Zack Polanski, leader dei Verdi, che potrebbe valutare una candidatura. Una sua eventuale partecipazione trasformerebbe la suppletiva in un confronto particolarmente significativo per l’area progressista, mettendo alla prova la capacità del Labour di conservare il voto degli elettori più giovani e delle fasce urbane sensibili ai temi ambientali e sociali. Proprio a Londra i Green hanno mostrato segnali di crescita, rendendo meno scontato un confronto che in passato sarebbe stato considerato quasi automaticamente favorevole ai laburisti.


La carriera parlamentare di Starmer era iniziata nel maggio 2015, dopo una lunga esperienza nel mondo del diritto. Avvocato specializzato nei diritti umani, era stato anche Director of Public Prosecutions, alla guida del Crown Prosecution Service, prima di entrare nella politica nazionale. Nel 2020 aveva assunto la leadership del Labour dopo la pesante sconfitta elettorale del 2019, avviando una profonda trasformazione del partito. Quattro anni più tardi aveva ottenuto una larga maggioranza alla Camera dei Comuni e conquistato Downing Street. Il suo mandato da primo ministro, iniziato il 5 luglio 2024, si è però concluso il 20 luglio 2026, dopo il deterioramento del consenso e le crescenti tensioni all’interno del partito.


Nell’annunciare l’uscita dal Parlamento, Starmer ha rivendicato i risultati ottenuti durante la propria leadership, dalla ricostruzione della competitività elettorale del Labour agli interventi sull’economia, sui servizi pubblici e sulla sicurezza nazionale, fino all’aumento degli investimenti nella difesa. La sua eredità politica rimane tuttavia oggetto di confronto, soprattutto per la rapidità con cui la maggioranza conquistata nel 2024 ha lasciato spazio a difficoltà elettorali e contestazioni interne. Le dimissioni da deputato hanno inoltre alimentato le critiche degli avversari, che ricordano come l’ex premier avesse precedentemente manifestato l’intenzione di restare alla Camera.


Con l’addio di Starmer, Andy Burnham assume ancora più chiaramente il controllo della nuova fase laburista. L’elezione suppletiva di Holborn and St Pancras offrirà una prima indicazione sulla capacità del nuovo premier di consolidare il partito dopo mesi di instabilità. Per Starmer, invece, si apre un percorso fuori da Westminster nel quale esperienza giuridica, relazioni internazionali e competenze maturate a Downing Street potranno essere utilizzate in ambiti diversi dalla politica parlamentare. Dopo undici anni alla Camera dei Comuni, sei alla guida del Labour e due da primo ministro, la sua uscita chiude definitivamente uno dei capitoli più intensi e controversi della recente storia politica britannica.

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