Napoli Città Mondo, cultura e imprese diventano una leva per l’internazionalizzazione

Napoli prova a trasformare il patrimonio costruito attorno alle celebrazioni dei suoi 2.500 anni in una strategia permanente di apertura internazionale. Nasce con questo obiettivo “Napoli Città Mondo”, il programma sviluppato nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso il Comitato Nazionale Neapolis 2500. Dopo un 2025 dedicato alla valorizzazione della storia e dell’identità della città, il progetto entra in una nuova fase: utilizzare cultura, diplomazia, ricerca e sistema produttivo per creare relazioni capaci di generare collaborazioni e opportunità economiche. Il Comitato è presieduto dal prefetto di Napoli Michele Di Bari e comprende Filippo La Rosa del MAECI e l’imprenditrice Marilù Faraone Mennella.
La strategia parte dall’idea della cultura come soft power. Il patrimonio storico, artistico e creativo napoletano diventa così uno strumento attraverso il quale mettere in relazione istituzioni, università, imprese, comunità scientifiche e organizzazioni internazionali. L’obiettivo non è organizzare una successione di eventi celebrativi, ma costruire filiere e rapporti destinati a continuare nel tempo. In questa prospettiva rientra anche “Napoli Oltre Napoli”, progetto editoriale che racconta il contributo della città attraverso studiosi e personalità provenienti da discipline differenti. Il volume, tradotto anche in inglese e spagnolo, accompagnerà alcune delle iniziative internazionali previste negli Stati Uniti e in America Latina, compresa la partecipazione alla Fiera internazionale del Libro di Guadalajara.
Un passaggio significativo sarà rappresentato da KYMA – Hub Mediterraneo per l’Industria dei Contenuti, in programma il 23 e 24 settembre a Palazzo Reale. L’iniziativa riunirà protagonisti dell’editoria, del cinema, dell’audiovisivo, del broadcasting, delle istituzioni e delle imprese per affrontare i cambiamenti che stanno attraversando le industrie culturali e creative. Tra i temi figurano l’intelligenza artificiale, le coproduzioni e le nuove modalità di distribuzione internazionale dei contenuti. La cultura viene quindi interpretata anche come settore produttivo, capace di creare occupazione qualificata e di mettere in connessione creatività, tecnologie digitali, formazione e investimenti.
Alla dimensione culturale si affianca direttamente quella economica. Le missioni internazionali previste da Napoli Città Mondo dovranno diventare occasioni d’incontro tra aziende, operatori e potenziali partner, utilizzando la rete delle ambasciate, degli Istituti Italiani di Cultura, delle Camere di Commercio e dell’ICE. Un primo risultato è arrivato dalla missione in Brasile e Argentina. A Buenos Aires, alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Teatro di San Carlo e il Teatro Colón hanno sottoscritto un accordo di cooperazione che prevede coproduzioni, scambi di artisti e personale tecnico, programmi rivolti ai giovani talenti e una maggiore circolazione delle produzioni. È il modello che il progetto intende replicare: trasformare la diplomazia culturale in relazioni operative e durature.
Il calendario proseguirà con i Dialoghi Mediterranei, organizzati dal MAECI con l’Ispi e previsti a Palazzo Reale dal 19 al 21 novembre, mentre la proiezione internazionale coinvolgerà anche il Marocco con il progetto “MediNà – Avitabile & Co.” e l’Australia con una tournée di Ars Nova Napoli. Negli Stati Uniti sono previste missioni tra Houston, Seattle e New York. Parallelamente, strumenti come Partenopedia, con un podcast in lingua inglese e una piattaforma digitale, serviranno a costruire un archivio permanente di contenuti sulla città rivolto anche al pubblico internazionale.
Un altro capitolo riguarda il rapporto tra cultura e imprese. Con Napoli In&Out si punta a collegare le principali istituzioni culturali cittadine con aziende, fondazioni e partner internazionali, superando la logica della sponsorizzazione occasionale. Una piattaforma mondiale di fundraising, articolata tra Italia, Stati Uniti e Sud America, dovrebbe contribuire a rendere permanenti queste relazioni. Anche una mostra prevista al Museo e Real Bosco di Capodimonte racconterà il rapporto storico tra arte, attività produttiva e mecenatismo, mettendo in evidenza il contributo fornito nel tempo dagli imprenditori e dai privati alla formazione e alla conservazione del patrimonio cittadino.
Il progetto coinvolge alcune delle principali istituzioni culturali del territorio, dal Teatro di San Carlo al Museo Archeologico Nazionale, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte al Parco Archeologico di Pompei. Attorno a questi poli si vuole costruire un sistema nel quale musica, teatro, cinema, audiovisivo, editoria, design, artigianato e tecnologie digitali possano diventare vere filiere economiche, connesse alle università, alla formazione e ai mercati esteri. Il percorso di Neapolis 2500, che proseguirà anche nel 2027, assume così una dimensione che supera l’anniversario: la visibilità internazionale conquistata dalla città viene utilizzata per consolidare una rete di rapporti culturali, scientifici e produttivi capace di accompagnare Napoli ben oltre la stagione delle celebrazioni.





Commenti