Bocconi, 200 milioni per investire nei giovani e nella ricerca

L’Università Bocconi rilancia la propria strategia di sviluppo puntando sulla filantropia come leva per sostenere studenti, ricerca e capacità di attrarre talenti internazionali. Con la campagna “Bocconi. A Place for the Future”, l’ateneo milanese si è posto l’obiettivo di raccogliere 200 milioni di euro entro il 2030, mobilitando alumni, imprese, fondazioni e donatori individuali. Il percorso è già avviato: tra il 2021 e il 2025 sono stati raccolti 90 milioni grazie a oltre 6.700 donatori, ai quali si sono aggiunti più di 20 milioni di nuovi impegni filantropici dall’inizio del 2026. Le risorse complessivamente mobilitate hanno così superato quota 110 milioni, avvicinando l’università al traguardo finale della campagna.
Una parte centrale dell’investimento riguarda l’accesso agli studi e il sostegno economico agli studenti. Nell’esercizio 2025 gli aiuti finanziari hanno superato i 56 milioni di euro, con una crescita del 15,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa un terzo degli studenti dell’ateneo. Nell’anno accademico 2025-2026, inoltre, 382 studentesse e studenti hanno ricevuto un sostegno direttamente finanziato dai donatori. La strategia punta a rendere il merito compatibile con condizioni economiche differenti, rafforzando borse di studio e altre forme di supporto. La questione assume particolare rilevanza in un Paese nel quale la riduzione demografica e la mobilità dei giovani qualificati verso l’estero rischiano di restringere progressivamente la base di talenti disponibile per università e imprese.
Il secondo pilastro è rappresentato dalla ricerca scientifica. La raccolta non finanzia soltanto l’accesso all’università, ma contribuisce allo sviluppo della faculty, dei laboratori e dei centri impegnati sui principali cambiamenti economici e sociali. L’ecosistema filantropico della Bocconi comprende oggi 24 cattedre e professorship intitolate, nove centri di ricerca e laboratori istituiti grazie a donazioni e decine di spazi del campus sostenuti attraverso contributi privati. Tra le aree considerate strategiche figurano l’intelligenza artificiale, le politiche sociali, la transizione energetica, l’innovazione, l’imprenditorialità e la crescita professionale dei giovani ricercatori. Nel 2026 è prevista anche l’inaugurazione della Francesco Merloni Chair in Entrepreneurship, affidata ad Andrea Fosfuri.
La capacità di attrarre ricercatori e studenti dall’estero costituisce un altro elemento fondamentale del progetto. Nell’anno accademico 2025-2026 circa il 31% degli iscritti ai corsi di laurea è di nazionalità straniera, con studenti provenienti da 114 Paesi. Le università partner nel mondo sono arrivate a 293, mentre cresce l’offerta formativa in lingua inglese. La competizione tra i grandi atenei è ormai internazionale e riguarda non soltanto la qualità dei corsi, ma anche disponibilità di risorse, infrastrutture, opportunità di ricerca e capacità di creare collegamenti con il mondo delle imprese. In questo scenario, rafforzare la dimensione internazionale significa anche aumentare l’attrattività dell’Italia nei confronti di giovani qualificati provenienti dall’estero.
Il programma si inserisce nel Piano Strategico 2026-2030, che individua nella ricerca rigorosa, nella valorizzazione delle competenze umane e nella preparazione alle trasformazioni determinate dall’intelligenza artificiale alcuni degli assi principali dello sviluppo dell’università. La filantropia assume così una funzione strutturale: non sostituisce le risorse ordinarie, ma permette di finanziare progetti di lungo periodo, sostenere giovani ricercatori e creare condizioni nelle quali la ricerca possa svilupparsi con maggiore continuità. Per un’università senza scopo di lucro, la diversificazione delle fonti finanziarie diventa inoltre uno strumento per preservare autonomia e capacità di programmare investimenti nel tempo.
Il progetto guarda anche alla solidità economica dell’ateneo. A fine 2025 l’endowment Bocconi aveva raggiunto un valore di mercato di circa 761,5 milioni di euro, mentre i proventi operativi dell’esercizio erano saliti a 373,4 milioni. Sono risorse che accompagnano una strategia nella quale formazione, ricerca e infrastrutture devono procedere insieme. La campagna dei 200 milioni aggiunge a questa struttura il coinvolgimento diretto della comunità di alumni e sostenitori, trasformando le donazioni in borse di studio, cattedre, laboratori e progetti destinati ad avere effetti su più generazioni.
La sfida più ampia riguarda il ruolo delle università italiane nella competizione internazionale per il capitale umano. La diminuzione delle nascite rende sempre più importante aumentare la partecipazione agli studi universitari e, contemporaneamente, attirare studenti e ricercatori dall’estero. Allo stesso tempo, le esperienze internazionali dei giovani italiani possono rappresentare un valore soltanto se il sistema economico e accademico è capace di creare condizioni favorevoli anche al loro ritorno. L’investimento programmato dalla Bocconi si colloca in questo scenario: ampliare l’accesso, rafforzare la ricerca e costruire un ambiente universitario internazionale diventano strumenti per trattenere e attrarre competenze in una fase nella quale la disponibilità di talento qualificato è sempre più determinante per la competitività del Paese.





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