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Luciana Littizzetto, ridere del quotidiano per imparare a cambiare

13 set
Tempo di lettura: 2 min
Luciana Littizzetto con Chiara Valerio a Festivaletteratura



A Festivaletteratura, nel dialogo con Chiara Valerio, l’autrice racconta Il tempo del la la la: tre amiche, la soglia dei sessant’anni e l’umorismo come risorsa per affrontare le difficoltà.



La risata può rendere il dolore più sopportabile, creare vicinanza e aiutare a riconoscersi nelle fragilità degli altri. È attorno a questa forza dell’umorismo che si sviluppa l’incontro tra Luciana Littizzetto e Chiara Valerio, davanti a una Piazza Castello gremita. Al centro, il romanzo Il tempo del la la la e una domanda che attraversa il confronto: perché la comicità, capace di raccontare tanto della vita, viene spesso considerata un genere letterario minore?

Le protagoniste sono Maura, Lola e Ida, tre amiche vicine ai sessant’anni. Il tempo dei grandi progetti sembra essersi in parte consumato, ma resta da capire come abitare quello che viene dopo. Maura vive un matrimonio nel quale l’abitudine ha preso spazio al desiderio; Lola è stata lasciata dal compagno, un professore universitario innamoratosi di una studentessa; Ida, single, affronta la propria libertà con maggiore ottimismo. A tenerle insieme sono l’amicizia e una quotidianità nella quale il lettore può riconoscere qualcosa di sé.

Torino partecipa al racconto con una presenza che supera il ruolo di semplice ambientazione. Tra luoghi, relazioni e piccoli incidenti, Littizzetto attinge largamente alle esperienze proprie e delle amiche. Il titolo richiama quei suoni con cui si riempie una melodia quando mancano ancora le parole: anche le protagoniste cercano come proseguire, mentre la vita chiede di inventare un nuovo passo.

La materia comica nasce soprattutto dalle difficoltà ordinarie: un parcheggio, il distributore automatico, una conversazione che non decolla durante una cena. Raccontare ciò che non si sa fare diventa un modo per abbassare le difese e incontrare il pubblico su un terreno condiviso. L’immedesimazione trasforma l’impaccio individuale in un’esperienza collettiva.

Nel dialogo emerge anche il tema della genitorialità come pratica di cura. Chiara Valerio sottolinea come nei libri di Littizzetto questa dimensione attraversi rapporti diversi: riguarda anche chi si trova ad accompagnare i propri genitori nella vecchiaia, assumendo responsabilità nuove.

La riflessione arriva così alla capacità di cambiare. Littizzetto paragona gli esseri umani ai cellulari che hanno bisogno di aggiornamenti: imparare una volta non basta, perché il mondo continua a muoversi. Accettare gli errori e rivedere le proprie abitudini costa fatica, ma permette di mantenere aperto un rapporto con il futuro. La comicità accompagna questo esercizio, dando una forma riconoscibile alle incertezze che condividiamo.

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