top of page

Leggere per piacere: la scuola deve cambiare strada

13 set
Tempo di lettura: 2 min
Leggere per piacere: la scuola deve cambiare strada

Enrico Terrinoni e Simonetta Bitasi propongono un’educazione alla letteratura fondata su libertà e scoperta.


La letteratura può essere insegnata soltanto fino a un certo punto. Per Enrico Terrinoni il compito della scuola non consiste nel produrre lettori per obbligo, ma nel creare le condizioni perché possa nascere una fascinazione autentica per i libri. Il piacere della lettura non si impone: può essere favorito, suggerito e accompagnato.


Da questa premessa deriva una critica alla struttura tradizionale dell’insegnamento. Le discipline vengono spesso presentate come compartimenti separati, mentre la letteratura dialoga continuamente con storia, filosofia, scienze, musica e arti visive. Ridurre queste connessioni significa sottrarre ai testi una parte della loro capacità di parlare al presente.


Terrinoni propone anche di rovesciare l’ordine cronologico consueto. Cominciare da autori molto lontani nel tempo, come Shakespeare, può rendere la lettura difficile per studenti che non hanno ancora strumenti o abitudini sufficienti. Un percorso che parta dalla letteratura contemporanea e proceda progressivamente verso i classici potrebbe invece costruire familiarità, curiosità e competenze prima di affrontare opere più distanti linguisticamente e culturalmente.


Il centro del modello diventa quindi la domanda, non la risposta corretta. La lettura recupera valore quando apre possibilità interpretative anziché trasformarsi in una verifica di nozioni già stabilite.


In questa prospettiva le biblioteche assumono una funzione civile. Non sono soltanto depositi di libri, ma luoghi nei quali si esercita concretamente il diritto alla lettura. Orari più estesi, spazi accessibili e presenza fisica restano fondamentali anche nell’epoca degli ebook e della disponibilità immediata dei contenuti digitali.


Internet rende molti titoli più facilmente reperibili, ma non sostituisce la dimensione pubblica della biblioteca. Non tutti devono essere obbligati a leggere; tutti, però, devono poterlo fare senza ostacoli economici, sociali o logistici. Reinventare l’educazione letteraria significa allora restituire al libro il suo carattere di strumento di libertà e alla lettura il tempo necessario per diventare scelta personale.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page