Il lusso rialza la testa a Milano, Moncler e Cucinelli guidano il recupero

Il lusso prova a rialzare la testa a Piazza Affari dopo una fase particolarmente difficile per le quotazioni del comparto. Nella seduta del 17 settembre gli acquisti hanno premiato soprattutto Moncler e Brunello Cucinelli, in un mercato milanese complessivamente positivo. Moncler ha guadagnato oltre il 2% nelle prime ore di contrattazione, arrivando successivamente a superare il 3%, mentre Cucinelli si è mossa con un progresso vicino al 2%. Un rimbalzo significativo dopo settimane caratterizzate da vendite diffuse sui titoli europei del settore, penalizzati dai dubbi sulla domanda internazionale, dal rallentamento dei consumi e dalle valutazioni sempre più prudenti degli investitori.
A sostenere Moncler è stato soprattutto l'intervento di Bernstein, che ha migliorato la raccomandazione sul titolo portandola a “Outperform”, mantenendo un prezzo obiettivo di 57,5 euro. Secondo gli analisti, la lunga fase di debolezza avrebbe riportato la valutazione del gruppo vicino ai livelli storicamente più contenuti, incorporando ormai una parte rilevante delle difficoltà attese. Il titolo era reduce da una pesante correzione: alla vigilia della seduta aveva chiuso a 43,75 euro e negli ultimi mesi aveva accumulato perdite importanti, restando molto distante dai massimi annuali. Il recupero rappresenta quindi anche una reazione a quotazioni considerate nuovamente interessanti da una parte del mercato.
Il principale elemento di debolezza per Moncler resta l'Europa, dove la domanda ha risentito della diminuzione dei flussi turistici e di un contesto meno favorevole ai consumi di fascia alta. Bernstein stima per il 2026 una contrazione del business europeo nell'ordine del 6,6%, modificando sensibilmente le precedenti aspettative di crescita. Nel secondo trimestre le vendite del marchio nell'area avevano già registrato una flessione dell'8%. A complicare ulteriormente il quadro contribuisce il clima insolitamente caldo, particolarmente rilevante per un gruppo che conserva una forte esposizione ai capi invernali. Nonostante queste difficoltà, gli analisti ritengono che buona parte delle notizie negative sia già riflessa nella quotazione.
Diversa appare la situazione di Brunello Cucinelli, che continua a distinguersi per la capacità di mantenere ritmi di crescita sostenuti nonostante il rallentamento generale del settore. Il fondatore del gruppo ha descritto l'attuale fase come un riequilibrio fisiologico dopo gli eccezionali incrementi registrati nel periodo successivo alla pandemia. La società ha confermato le indicazioni comunicate in precedenza, con una previsione di crescita del fatturato 2026 compresa tra il 10% e l'11%. Il posizionamento nella fascia più alta del mercato e una politica dei prezzi meno aggressiva rispetto a quella adottata da altri grandi marchi internazionali hanno contribuito a sostenere la domanda e a preservare l'immagine di esclusività del brand.
Il rimbalzo di Milano si inserisce però in un quadro europeo ancora complesso. Le quotazioni delle principali società del lusso hanno subito una forte correzione nel corso del 2026, dopo gli anni di crescita eccezionale seguiti alla riapertura delle economie. I consumatori hanno mostrato una maggiore resistenza agli aumenti dei prezzi applicati da molti marchi e il rallentamento della domanda cinese ha sottratto al settore uno dei suoi tradizionali motori. Anche nella seduta positiva per i titoli italiani, a Parigi Lvmh e Hermès hanno mostrato variazioni leggermente negative, mentre Kering si è mantenuta sostanzialmente stabile. Il recupero appare quindi ancora selettivo e legato soprattutto alle caratteristiche delle singole aziende.
L'attenzione degli investitori si concentra ora sulla capacità dei gruppi di difendere margini, volumi e desiderabilità dei marchi senza ricorrere a ulteriori incrementi dei prezzi. Dopo una lunga stagione nella quale il settore aveva beneficiato di una domanda eccezionalmente forte, la crescita dovrà essere sostenuta maggiormente dall'innovazione, dall'espansione geografica e dalla capacità di attrarre nuovi consumatori. Gli incontri tra manager, analisti e investitori organizzati a Milano hanno contribuito a riaccendere l'interesse sul comparto proprio alla vigilia della Fashion Week, appuntamento che riporta il sistema italiano della moda al centro dell'attenzione internazionale.
Per Moncler e Brunello Cucinelli il mercato sembra dunque iniziare a distinguere tra la debolezza generale del settore e la solidità delle singole strategie aziendali. Moncler affronta una fase più impegnativa sul fronte della domanda, ma beneficia di una valutazione diventata meno esigente; Cucinelli continua invece a presentare tassi di crescita superiori a quelli di gran parte dei concorrenti. La ripresa delle quotazioni non cancella le incertezze che accompagnano il lusso europeo, ma segnala il ritorno degli acquisti su società che, dopo la correzione dei mesi precedenti, vengono nuovamente esaminate dagli investitori alla luce dei fondamentali e delle prospettive di medio periodo.





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