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Il cavedio resta bene comune anche per chi non può accedervi

3 giorni fa
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Il cavedio resta bene comune anche per chi non può accedervi

L’assenza di accesso diretto non elimina la comproprietà se lo spazio svolge una funzione per l’intero edificio.


Il cavedio può essere bene comune anche per i condòmini che non dispongono di un accesso diretto. A rilevare è la funzione strutturale e di servizio svolta dallo spazio, per esempio nell’illuminazione, nell’aerazione o nell’alloggiamento degli impianti, non la possibilità materiale di entrarvi da ogni unità. La presunzione di condominialità può essere superata soltanto da un titolo contrario o da caratteristiche incompatibili con l’utilità comune. Ne derivano conseguenze sulla ripartizione delle spese e sui limiti alle trasformazioni operate da un singolo partecipante.

La soluzione concreta dipende dal titolo, dalla funzione del bene e dall’incidenza dell’intervento sulle posizioni dei singoli partecipanti.

Amministratore e assemblea devono motivare le decisioni e conservare documenti idonei a ricostruire criteri di riparto, autorizzazioni e utilità comuni.

Una corretta qualificazione preventiva riduce il contenzioso e distingue obblighi collettivi, responsabilità individuali e limiti ai poteri dell’assemblea.

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