Immissioni acustiche, chi chiede tutela deve provare origine e danno

Il semplice disagio non basta: servono elementi oggettivi sull’intollerabilità dei rumori, sulla provenienza e sul pregiudizio.
Chi domanda la cessazione delle immissioni acustiche e il risarcimento deve provare il superamento della normale tollerabilità, l’origine dei rumori e l’effettiva esistenza del danno.
Il Tribunale di Napoli Nord ha respinto una domanda contro un locale commerciale: la consulenza tecnica aveva individuato nel traffico e in altre attività le principali fonti sonore.
Il fastidio soggettivo non coincide automaticamente con un danno risarcibile. Servono rilievi tecnici, documentazione e prova del nesso causale.






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