
Ferrero ridisegna i vertici e separa le direttrici della crescita globale
- Luca Baj

- 6 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min

Dal 1° settembre 2026 la nuova struttura affida le attività centrali ad Alessandro Nervegna e assegna a Lapo Civiletti la guida di gelati e WK Kellogg
Il Gruppo Ferrero introduce dal 1° settembre 2026 una nuova architettura di governo societario, approvata dal consiglio di amministrazione l’11 febbraio. La riorganizzazione crea due aree di leadership con riporto diretto a Giovanni Ferrero, presidente di Ferrero International, e accompagna l’evoluzione del gruppo da produttore concentrato sul cioccolato a operatore globale dei prodotti dolciari confezionati.
Alessandro Nervegna, già Chief Strategy & Innovation Officer, assume la carica di amministratore delegato di Ferrero Core. Avrà la responsabilità delle categorie storiche e delle principali attività operative: confectionery, biscotti, prodotti da forno e segmento Better-For-You. La scelta concentra in un’unica funzione l’esecuzione industriale, l’innovazione e lo sviluppo commerciale dei marchi che costituiscono il nucleo del gruppo.
Lapo Civiletti, amministratore delegato dal 2017 e primo manager esterno alla famiglia ad avere ricoperto tale ruolo, rimane vicepresidente di Ferrero International e diventa presidente di Ferrero Ice Cream e di WK Kellogg Co. La configurazione assegna una guida dedicata alle piattaforme di crescita costruite anche attraverso acquisizioni, lasciando a Giovanni Ferrero l’indirizzo strategico di lungo periodo, l’innovazione e l’espansione internazionale.
La nuova governance riflette il peso assunto dagli Stati Uniti nella strategia aziendale. Le acquisizioni di Ferrara Candy, del business dolciario statunitense di Nestlé e di WK Kellogg hanno ampliato categorie, capacità distributiva e presenza produttiva. L’integrazione di realtà diverse richiede però controlli interni omogenei, attribuzioni chiare e un coordinamento capace di preservare il valore dei marchi acquisiti.
La separazione delle responsabilità può accelerare le decisioni, ma rende decisivi i meccanismi di raccordo tra le diverse aree. Allocazione del capitale, politiche commerciali, gestione della filiera e innovazione devono restare coerenti con l’indirizzo del gruppo. La riorganizzazione non rappresenta quindi un semplice avvicendamento ai vertici: formalizza un modello nel quale crescita organica e acquisizioni internazionali vengono governate attraverso responsabilità operative più specializzate.





Commenti