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Familiari a carico, il correttivo fiscale riscrive il requisito della convivenza

23 ore fa
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Familiari a carico, il correttivo fiscale riscrive il requisito della convivenza

Il decreto legislativo n. 148/2026 interviene sull’articolo 12 del Tuir e limita il vincolo di convivenza ai soggetti diversi da coniuge e figli indicati dall’articolo 433 del Codice civile

Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto ed entrato in vigore il 12 agosto, interviene ancora sulla disciplina dei familiari fiscalmente a carico. L’articolo 1 modifica l’articolo 12, comma 4-ter, del Tuir, contenuto nel Dpr 22 dicembre 1986, n. 917, correggendo il perimetro del requisito della convivenza introdotto nelle precedenti revisioni della disciplina.

La nuova formulazione elimina dalla regola generale il riferimento alla convivenza con il contribuente o alla percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Il requisito viene invece ricollocato in modo specifico per gli altri soggetti indicati nell’articolo 433 del Codice civile, diversi da quelli già considerati dalla disciplina principale. In questo modo il correttivo evita che una condizione pensata per una categoria residuale di familiari finisca per incidere indistintamente su tutto il sistema delle detrazioni e degli oneri collegati ai soggetti a carico.

L’intervento è coordinato anche con il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, adottato con il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, modificandone la disposizione corrispondente. La norma stabilisce inoltre che le modifiche si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 20 dicembre 2025, attribuendo quindi alla correzione efficacia su un periodo già avviato prima dell’entrata in vigore del decreto.

Per contribuenti, sostituti d’imposta e professionisti la novità richiede un controllo puntuale delle situazioni familiari utilizzate per detrazioni, deduzioni e altri benefici che rinviano all’articolo 12 del Tuir. Il correttivo non amplia in modo indiscriminato la platea dei familiari fiscalmente rilevanti: ridefinisce piuttosto il criterio di collegamento richiesto per le diverse categorie, con l’obiettivo di evitare applicazioni più restrittive di quelle coerenti con la struttura della norma. Va quindi verificata ogni categoria.

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