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Durham investe 17 milioni di sterline nella cultura e apre The Light

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il nuovo centro culturale nasce dal recupero dell’ex museo militare e diventa una delle infrastrutture strategiche del Durham Innovation District


Durham rafforza la propria offerta culturale con l’apertura di The Light, nuovo centro dedicato all’incontro tra arte contemporanea, storia, scienza e tecnologia. La struttura ha aperto il 22 agosto nell’edificio dell’ex Durham Light Infantry Museum and Art Gallery, chiuso nel 2016, al termine di una riqualificazione del valore di circa 17 milioni di sterline. Il progetto ha trasformato e ampliato l’architettura modernista esistente, inserendo nuovi spazi espositivi senza cancellarne il legame con la memoria militare locale.


Il centro dispone di tre gallerie per mostre temporanee e itineranti, oltre a una sezione permanente dedicata alla storia della Durham Light Infantry. L’esposizione inaugurale utilizza la luce come materia artistica e riunisce lavori di autori internazionali, mentre l’accesso alla parte museale permanente resta gratuito e le mostre temporanee sono soggette a biglietto.


L’operazione assume un rilievo che supera la dimensione culturale. The Light è infatti uno degli elementi del Durham Innovation District, progetto di rigenerazione urbana destinato a concentrare attività economiche, ricerca, creatività e nuovi flussi di visitatori nell’area di Aykley Heads. Le istituzioni locali indicano cultura e turismo come settori capaci di generare oltre un miliardo di sterline l’anno nell’economia della contea, e il nuovo centro è concepito come infrastruttura capace di aumentare permanenza e spesa dei visitatori.


La strategia riflette una tendenza ormai consolidata nelle politiche urbane europee: utilizzare il patrimonio costruito e le istituzioni culturali come leve di attrattività territoriale, evitando che musei e gallerie restino funzioni isolate. Nel caso di Durham il recupero di un edificio già esistente, la vicinanza alla stazione ferroviaria e l’integrazione con il distretto dell’innovazione puntano a trasformare un investimento pubblico in un nuovo polo di esperienza urbana e turistica, con effetti attesi anche sulla permanenza media dei visitatori.

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