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Derivati, ISDA estende il Common Domain Model agli accordi quadro e alle modifiche contrattuali

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 11 minuti fa
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Derivati, ISDA estende il Common Domain Model agli accordi quadro e alle modifiche contrattuali

La standardizzazione digitale avanza verso la rappresentazione strutturata dei principali documenti legali del mercato.


L’International Swaps and Derivatives Association ha ampliato il Common Domain Model, lo standard digitale utilizzato per rappresentare in modo uniforme processi e dati delle operazioni finanziarie, includendo due aree centrali della documentazione contrattuale: gli accordi quadro e le modifiche ai contratti.


L’estensione è significativa perché una parte rilevante dei costi operativi dei mercati dei derivati deriva dalla necessità di interpretare e gestire documenti che, pur basati su modelli standardizzati, contengono clausole, modifiche e condizioni specifiche per ciascun rapporto.


Trasformare questi elementi in informazioni strutturate e leggibili dalle macchine può favorire automazione, riconciliazione e controllo del rischio operativo. Il Common Domain Model non sostituisce il contratto giuridico, ma crea un linguaggio comune attraverso il quale sistemi differenti possono rappresentare eventi e obblighi in maniera coerente.


Il passaggio è particolarmente rilevante per banche e intermediari che gestiscono migliaia di rapporti contrattuali. Una maggiore standardizzazione può ridurre duplicazioni, errori e tempi necessari per aggiornare i sistemi dopo una modifica normativa o negoziale. La vera sfida sarà assicurare che la rappresentazione digitale mantenga un collegamento preciso con il significato giuridico delle clausole, evitando che l’automazione produca una semplificazione eccessiva di rapporti contrattuali complessi.

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