Crediti deteriorati, nuove regole BCE anche per le banche minori: parte l'armonizzazione europea
- Martina Migliorati
- 11 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Dal 1° gennaio 2026 la Banca centrale europea ha avviato una nuova fase nel processo di armonizzazione delle regole di vigilanza sui crediti deteriorati, estendendo progressivamente le proprie aspettative anche agli istituti bancari meno significativi (Less Significant Institutions – LSI). Si tratta delle banche di minori dimensioni che, fino ad oggi, hanno operato prevalentemente sotto la supervisione delle autorità nazionali.
L’iniziativa della BCE mira a ridurre le differenze di trattamento nella gestione dei crediti deteriorati tra le grandi banche direttamente vigilate a livello europeo e gli istituti più piccoli, superando approcci disomogenei che in passato hanno portato a risposte diverse a fronte di rischi simili. Il percorso di convergenza sarà graduale e si svilupperà lungo un orizzonte temporale che si concluderà entro il 2028.
Anche per le LSI, dunque, si rafforza l’attenzione sugli accantonamenti a copertura delle esposizioni deteriorate, in particolare di quelle che permangono in bilancio per periodi prolungati. Un elemento centrale del nuovo quadro di vigilanza è rappresentato dal cosiddetto calendar provisioning, ossia il meccanismo di accantonamenti automatici correlati al tempo trascorso dalla classificazione del credito come deteriorato. Questo strumento, già applicato ai grandi gruppi bancari, viene ora esteso in modo progressivo alle banche di minori dimensioni.
Secondo le indicazioni contenute nei documenti di vigilanza e negli approfondimenti settoriali, le nuove aspettative prevedono che:
i crediti deteriorati non garantiti debbano essere integralmente coperti entro tre anni;
le esposizioni garantite, diverse dai mutui ipotecari, raggiungano la copertura totale entro sette anni;
i crediti assistiti da garanzia ipotecaria arrivino al 100% degli accantonamenti entro nove anni.
La scansione temporale pluriennale è pensata per consentire alle banche minori un adeguamento progressivo, evitando impatti improvvisi sui bilanci. Tuttavia, per molte LSI il rafforzamento delle regole rappresenta una sfida rilevante, sia sotto il profilo operativo sia sotto quello contabile e fiscale, richiedendo una revisione delle politiche di gestione del credito e della tempistica degli accantonamenti rispetto alle prassi consolidate.
Le nuove indicazioni sui crediti deteriorati si collocano all’interno delle priorità di vigilanza della BCE per il periodo 2025-2027, che attribuiscono un ruolo centrale alla qualità degli attivi e alla gestione del rischio di credito. Nei documenti ufficiali viene ribadita l’importanza di una corretta classificazione delle esposizioni, della tempestiva individuazione dei segnali di deterioramento e della coerenza nel tempo delle politiche di copertura.
La BCE ha precisato che non si tratta dell’introduzione di regole rigide e immediate, ma di un rafforzamento progressivo delle pratiche di vigilanza già esistenti. Le autorità continueranno a valutare le singole situazioni caso per caso, tenendo conto delle specificità operative delle banche e della composizione dei loro portafogli creditizi. L’obiettivo dichiarato è garantire una maggiore omogeneità nella gestione dei crediti deteriorati all’interno dell’area euro, evitando disallineamenti significativi tra istituti comparabili senza imporre automatismi indiscriminati.





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