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Calcio, nostalgia e nuove voci: raccontare lo sport oltre i luoghi comuni

13 set
Tempo di lettura: 2 min
Calcio, nostalgia e nuove voci: raccontare lo sport oltre i luoghi comuni

Giuseppe Pastore ed Emanuele Atturo rileggono linguaggio, memoria e identità del calcio italiano.


Il calcio italiano attraversa una crisi che non può essere letta soltanto attraverso i risultati della Nazionale. La terza esclusione consecutiva dai Mondiali diventa il sintomo di un problema più ampio, che coinvolge il sistema sportivo e anche il modo in cui il calcio viene raccontato. Giuseppe Pastore ed Emanuele Atturo mettono al centro proprio la qualità del discorso sportivo, spesso irrigidito in formule ripetitive, contrapposizioni artificiali e temi costruiti per alimentare divisioni.


Il caso più evidente è la dicotomia tra “giochisti” e “risultatisti”, che riduce la complessità del calcio a una scelta quasi ideologica tra bel gioco e vittoria. Per Pastore e Atturo il presupposto è fuorviante: ogni squadra cerca un risultato, ma può farlo attraverso idee, contesti e strumenti differenti. Il rischio della semplificazione è trasformare l’analisi in una successione di etichette, perdendo ciò che rende ogni partita irripetibile.


Un secondo elemento riguarda la nostalgia del calcio di una volta. Il passato conserva un fascino potente, ma può diventare una lente deformante quando viene trasformato in un’età dell’oro priva di contraddizioni. Il calcio degli anni Settanta e Ottanta non era soltanto grandi campioni e stadi pieni: conviveva con violenza, doping, partite truccate e tensioni sociali. Studiare quelle epoche serve quindi a comprenderle e a riconoscere continuità con il presente, non a costruire una mitologia consolatoria.


Il confronto tocca anche il mestiere di chi scrive di sport. Raccontare discipline meno frequentate obbliga a imparare nuovi linguaggi e restituisce maggiore libertà narrativa. Il calcio, però, mantiene una posizione particolare nella cultura italiana: è rito collettivo, appartenenza, conflitto e rappresentazione sociale. Parlare di una partita significa spesso parlare del Paese, delle sue paure, delle sue identità e del modo in cui interpreta il cambiamento. È in quella piccola percentuale di differenza tra una gara e l’altra che il racconto sportivo può ancora trovare senso e originalità.

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