top of page

BCE, Lane vede un rientro dell’inflazione dalla metà del 2027

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min

La nuova pressione energetica allunga i tempi della discesa dei prezzi; lo scenario resta legato all’evoluzione degli shock.

Sede della Banca centrale europea

La nuova ondata di rincari energetici può rendere più lungo il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo della BCE. Philip Lane, capo economista della BCE, indica dalla metà del 2027 una ripresa della discesa, in uno scenario nel quale petrolio e gas mantengono più elevata la pressione sui prezzi. La valutazione è stata espressa in un’intervista al quotidiano Le Temps.

Il punto di riferimento della politica monetaria rimane l’inflazione al 2% nel medio termine. Lane descrive una traiettoria condizionata, non una scadenza garantita: la durata e l’intensità dello shock energetico possono modificare sia l’andamento dei prezzi sia la crescita. Nello scenario illustrato, l’attività economica resta moderata, con un sostegno proveniente anche dagli investimenti pubblici, dalla spesa tedesca per la difesa e dai programmi europei.

Per leggere gli effetti sulle famiglie è utile distinguere un rallentamento dell’inflazione da una riduzione del livello dei prezzi. Se la crescita dei prezzi diminuisce, il costo della vita può continuare ad aumentare, ma a un ritmo inferiore. Allo stesso modo, il percorso prospettato non consente di dedurre automaticamente una sequenza di decisioni sui tassi: l’orientamento monetario dipende dalla valutazione delle informazioni disponibili.

Sul piano aziendale, uno scenario di energia più cara può incidere contemporaneamente su margini, domanda e fabbisogno finanziario. Un’impresa che riesce a trasferire solo una parte dei rincari ai clienti può subire una compressione della redditività; un’altra può dover anticipare più risorse per acquistare gli stessi input. La costruzione dei budget richiede quindi ipotesi esplicite su prezzi energetici e volumi, con verifiche della sensibilità dei risultati. Per chi deve rifinanziare debiti o programmare investimenti, assume rilievo anche la distinzione tra costo atteso del credito e condizioni effettivamente offerte, evitando di trasformare una previsione macroeconomica in un tasso già acquisito.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page