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Cantieri, 175 morti sul lavoro nel 2025: il peso delle costruzioni nei dati Inail

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min
Operaio con casco e giubbotto ad alta visibilità in un cantiere edile

Nel 2025 le costruzioni hanno registrato 175 denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro, 19 in meno rispetto al 2024. Il dato di settore, riportato nell'analisi della Relazione annuale Inail, dà una misura concreta del rischio nei cantieri: la flessione non cancella il numero di persone che hanno perso la vita. La comparazione riguarda denunce e richiede attenzione ai perimetri statistici; non va letta come un conteggio definitivo di tutti gli incidenti avvenuti nel Paese.

Le costruzioni restano fra i comparti più esposti. Nel quadro illustrato dall'Inail il 22 settembre, quasi il 60% dei decessi della gestione Industria e servizi si concentra in edilizia, manifattura e trasporti. La manifattura conta 129 casi, otto in più sull'anno precedente, e i trasporti 126, venti in meno. Il confronto indica dinamiche diverse tra attività produttive; aggregarle in un unico segno di miglioramento oscurerebbe i luoghi nei quali servono interventi mirati.

La Relazione registra 600mila denunce di infortunio nel 2025, l'1,2% in più sul 2024. Di queste, 519mila riguardano lavoratori e 81mila studenti. Le denunce con esito mortale sono 1.198, comprese nove relative a studenti, contro 1.239 nell'anno precedente: un calo del 3,3%. Sono numeri di un universo più ampio rispetto ai soli cantieri, e non possono essere sommati ai dati settoriali come se fossero categorie separate.

Prevenire richiede misure legate alle lavorazioni. L'Inail richiama formazione nei settori a rischio, dispositivi di protezione, tracciamento dei quasi incidenti e incentivi agli investimenti per la sicurezza. Il bando Isi 2025 ha stanziato 600 milioni di euro a fondo perduto per progetti aziendali. Per imprese e committenti il dato sui cantieri è un richiamo a esaminare rischi, organizzazione e controlli nell'opera. Il calo annuale è un segnale da leggere con prudenza: l'obiettivo rimane ridurre le esposizioni prima che si traducano in nuovi infortuni. La responsabilità resta condivisa nella filiera.

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