Wall Street in calo tra tensioni geopolitiche e timori sui tassi: Dow ai minimi da tre mesi

I principali indici di Wall Street hanno chiuso in ribasso giovedì, con il Dow Jones sceso ai minimi degli ultimi tre mesi. A pesare sui mercati sono state soprattutto le crescenti tensioni in Medio Oriente, che hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury, mentre gli investitori seguivano con attenzione il vertice tra Stati Uniti e Cina.
Il petrolio ha registrato un forte aumento, con i future sul Brent arrivati a quota 107 dollari al barile. A sostenere i prezzi sono state le dichiarazioni degli Houthi yemeniti, che hanno affermato di aver colpito obiettivi militari sauditi nella zona di Jazan. L'episodio è avvenuto pochi giorni dopo il duro scambio di accuse tra i leader di Stati Uniti e Iran durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
L'impennata del greggio ha riacceso i timori legati all'inflazione. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 30 anni ha raggiunto il livello più alto dal 2004, ricordando che prezzi delle obbligazioni e rendimenti si muovono in direzioni opposte.
A guidare i ribassi dell'S&P 500 sono stati soprattutto i titoli tecnologici. Nvidia, Broadcom e Microsoft hanno perso oltre l'1% ciascuna. Secondo gli analisti, tuttavia, la solida fiducia nel comparto dell'intelligenza artificiale, che aveva spinto il Nasdaq su nuovi record all'inizio della settimana, ha contribuito a contenere le perdite.
Tra i titoli più penalizzati, Oracle ha ceduto il 5% dopo la diffusione di un rapporto secondo cui la società avrebbe inviato una notifica di "forza maggiore" per proteggersi da eventuali aumenti dei costi legati a un importante progetto di data center in New Mexico. In calo del 5% anche Blue Owl, società di gestione di asset alternativi la cui controllata è coinvolta nello sviluppo del progetto.
Alle 11:44 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 337,09 punti, pari allo 0,65%, attestandosi a 51.174,50; l'S&P 500 ha ceduto 35,17 punti, pari allo 0,46%, chiudendo a 7.670,68 e il Nasdaq Composite ha perso 199,02 punti, pari allo 0,74%, chiudendo a 26.737,02.
Otto degli undici settori dell’indice di riferimento hanno chiuso in territorio negativo, mentre il comparto energetico ha registrato un rialzo dell’1,5%. L’indice di volatilità CBOE, noto come il “termometro della paura” di Wall Street, è salito fino a 16,2 punti, raggiungendo i massimi di una settimana.
XI ALLA CASA BIANCA
Il presidente Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca il presidente cinese Xi Jinping per un importante vertice di Stato. Tra i temi al centro dei colloqui figurano la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, il conflitto in Medio Oriente e la questione di Taiwan. I due leader dovrebbero inoltre incontrare i vertici di alcune delle principali aziende statunitensi.
Nel frattempo, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha dichiarato mercoledì che Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo per estendere la tregua commerciale fino al 10 gennaio.
L’aumento dei prezzi dell’energia, insieme ai recenti dati che mostrano una solida attività economica e un mercato del lavoro ancora robusto, ha rafforzato le aspettative degli investitori su possibili nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo il FedWatch Tool di CME Group, la probabilità di un aumento di almeno 25 punti base nella prossima riunione è ora salita al 71%, rispetto a circa il 50% registrato appena un giorno prima.
Il presidente della Federal Reserve Bank di New York, John Williams, membro con diritto di voto del Federal Open Market Committee, ha rafforzato queste aspettative. Secondo Williams, è plausibile che la Fed possa dover intervenire nuovamente sui tassi di interesse entro la fine dell’anno.
Tra i titoli in evidenza, Meta Platforms, che ha attirato l’attenzione con il suo agente di intelligenza artificiale Muse, ha presentato mercoledì Charm, un dispositivo indossabile pensato per consentire agli utenti di utilizzare Muse. Le azioni del colosso dei social media sono salite dell’1,1%.
Tra le altre società protagoniste della seduta, MGM Resorts ha perso il 10% dopo che People Inc., società del magnate dei media Barry Diller, ha ritirato la propria proposta di acquisizione dell’operatore di casinò.
Everpure ha invece guadagnato il 18,2%, sostenuta dalla diffusione di solide previsioni preliminari sui ricavi da parte della società specializzata nella gestione e nell’archiviazione dei dati.
Sul NYSE, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,99 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,55 a 1.
L’S&P 500 ha registrato 10 nuovi massimi sulle 52 settimane e 36 nuovi minimi. Il Nasdaq Composite ha invece segnato 35 nuovi massimi e ben 187 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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