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Wall Street chiude in calo tra tensioni geopolitiche, tassi Fed e pressione sui titoli tech

50 minuti fa
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I principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo mercoledì, mentre i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury sono aumentati. Gli investitori hanno valutato gli ultimi sviluppi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran volti a porre fine al conflitto in Medio Oriente, in attesa dell’importante vertice tra Washington e Pechino.


Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, intervenendo alle Nazioni Unite, ha affermato che Teheran non si arrenderà mai agli Stati Uniti, ribadendo tuttavia la volontà di perseguire la via diplomatica. Le dichiarazioni sono arrivate un giorno dopo le minacce del presidente Donald Trump, che aveva parlato di un possibile “annientamento” dell’Iran.


I due interventi, arrivati in un clima di forte contrapposizione e mentre riprendevano i primi colloqui a distanza tra Stati Uniti e Iran dopo mesi, hanno evidenziato le difficoltà nel raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente.


Nel frattempo, il prezzo del Brent è salito di oltre il 3%, interrompendo una serie di cinque sedute consecutive in calo e rimbalzando dai minimi di quasi due settimane.


Sul mercato obbligazionario, il rendimento dei Treasury statunitensi a due anni ha raggiunto il livello più alto dal 2024, mentre quello dei titoli decennali è salito ai massimi dal 2007. Il movimento ha alimentato i timori degli investitori sulla possibilità che la Federal Reserve possa mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo o procedere con ulteriori rialzi dei tassi.


A sostenere i rendimenti è stato anche un nuovo sondaggio, secondo cui l’attività economica negli Stati Uniti ha raggiunto a settembre il livello più elevato degli ultimi cinque anni, segnalando una dinamica ancora solida dell’economia.


Otto degli undici settori dell’indice S&P 500 hanno chiuso in territorio negativo, con il comparto delle utility a guidare i ribassi, cedendo l’1,6%.


Le società produttrici di semiconduttori, tra cui AMD, Nvidia e Intel, hanno registrato cali. L’indice dei principali titoli dei chip quotati a Philadelphia ha perso l’1,5%, interrompendo una striscia positiva durata sei sedute consecutive.


Meta Platforms è salita del 2,8%, portando a oltre il 13% il rialzo accumulato dall’inizio della settimana. A sostenere il titolo è stata la positiva accoglienza riservata al suo assistente di intelligenza artificiale Muse. Secondo gli analisti, il nuovo strumento potrebbe favorire anche le società attive nelle infrastrutture tecnologiche, riaccendendo al contempo il dibattito sull’impatto dell’IA sui diversi segmenti del mercato.


Tra i titoli più penalizzati dell’S&P 500 figurano invece le società online legate al settore dei viaggi, tra cui Expedia, Airbnb e Booking Holdings.


Nella seduta precedente, il Nasdaq, fortemente esposto al comparto tecnologico, aveva raggiunto il primo massimo intraday da inizio giugno, sostenuto dal persistente ottimismo degli investitori sulle prospettive dell’intelligenza artificiale, che continua a rappresentare uno dei principali temi di Wall Street.


Alle 11:44 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 279,08 punti, pari allo 0,54%, attestandosi a 51.585,28, l'S&P 500 ha perso 41,98 punti, pari allo 0,54%, chiudendo a 7.722,66 e il Nasdaq Composite ha perso 250,05 punti, pari allo 0,92%, chiudendo a 26.994,22.


Il presidente cinese Xi Jinping dovrebbe arrivare a Washington nel corso della giornata per una visita di Stato. Tra i principali temi all’ordine del giorno figurano l’eventuale estensione della tregua commerciale raggiunta lo scorso anno tra le due superpotenze, la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e la vendita di armi statunitensi a Taiwan.


Gli investitori hanno inoltre valutato attentamente le dichiarazioni del governatore della Federal Reserve Michael Barr, secondo cui la banca centrale potrebbe essere costretta ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse, mentre l’inflazione continua a mantenersi al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed.


Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i trader stimano ora al 71% la probabilità di un rialzo dei tassi di almeno 25 punti base nella prossima riunione.


Sul fronte societario, Cracker Barrel ha guadagnato il 5% dopo aver riportato vendite trimestrali superiori alle attese.


In calo invece Paychex, che ha perso il 7,1%. Il gruppo specializzato nei servizi per le risorse umane e nella gestione delle buste paga ha registrato ricavi inferiori alle previsioni nel suo principale segmento di attività durante il primo trimestre.


Sul NYSE, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,92 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,87 a 1.


L’S&P 500 ha registrato 14 nuovi massimi sulle 52 settimane e 31 nuovi minimi. Sul Nasdaq Composite, invece, i nuovi massimi sono stati 33, contro 121 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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