Vendite al dettaglio, cresce la spesa ma diminuiscono ancora le quantità acquistate
- Luca Baj

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A luglio 2026 le vendite al dettaglio in Italia sono diminuite dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume rispetto a giugno. È il secondo arretramento congiunturale consecutivo e conferma una fase di debolezza dei consumi reali.
Il confronto con luglio 2025 presenta una dinamica differente: il valore complessivo delle vendite cresce dello 0,8%, mentre i volumi scendono dello 0,6%. La divergenza mostra come l’aumento nominale della spesa non corrisponda a una maggiore quantità di beni acquistati.
Per gli alimentari l’aumento tendenziale in valore è dello 0,3%, accompagnato da una diminuzione dei volumi dell’1%. Nei prodotti non alimentari il valore sale dell’1,1%, mentre le quantità diminuiscono dello 0,2%. Tra le categorie più dinamiche emergono elettrodomestici e prodotti elettronici, mentre calzature e articoli da viaggio risultano tra i segmenti più deboli.
Nel trimestre maggio-luglio il commercio al dettaglio registra un incremento dello 0,2% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume rispetto ai tre mesi precedenti. Il quadro complessivo resta quindi caratterizzato da una crescita nominale modesta e da una sostanziale stagnazione delle quantità.
Particolarmente significativa è la differenza tra canali distributivi. Su base annua la grande distribuzione aumenta dell’1,6% in valore e dello 0,6% in volume, mentre il commercio elettronico cresce rispettivamente del 2,4% e dell’1,6%. Sono gli unici comparti nei quali l’aumento riguarda contemporaneamente valore e quantità.
Per l’economia italiana il dato assume rilievo perché i consumi costituiscono una componente essenziale della domanda interna. La persistente contrazione dei volumi segnala che il potere d’acquisto resta sotto pressione nonostante la crescita nominale delle vendite.





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