Treni storici, fischio di partenza in Campania: 35 viaggi per scoprire borghi, paesaggi e siti culturali
La Campania rilancia il turismo ferroviario puntando sul fascino dei convogli d'epoca e sulla valorizzazione di territori spesso lontani dai grandi circuiti turistici. Il programma Treni Storici Campania 2026, promosso dalla Regione in collaborazione con Fondazione FS Italiane, prevede 35 viaggi tra settembre e dicembre, collegando alcune delle principali destinazioni culturali, archeologiche e paesaggistiche regionali. L'iniziativa vuole trasformare il viaggio stesso in parte dell'esperienza turistica, utilizzando locomotive e carrozze storiche per raggiungere musei, residenze monumentali, borghi e aree interne. La Regione ha destinato al progetto 2,7 milioni di euro, finanziati attraverso il PSC Campania, inserendolo in una strategia più ampia dedicata alla mobilità turistica e sostenibile.
Il calendario comprende collegamenti ormai conosciuti dagli appassionati del turismo ferroviario e itinerari destinati a far scoprire destinazioni differenti. Tra questi figura il Pietrarsa Express, che collega Napoli Centrale al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa con carrozze storiche, comprese le celebri Centoporte degli anni Trenta e le Corbellini degli anni Cinquanta. Il viaggio dura pochi minuti, ma permette di raggiungere uno dei luoghi simbolo della storia ferroviaria italiana utilizzando proprio materiale rotabile d'epoca. Nel programma trova spazio anche il Reggia Express, diretto da Napoli a Caserta: un collegamento che consente ai passeggeri di arrivare davanti alla Reggia dopo un viaggio effettuato su vetture storiche, creando una continuità ideale tra patrimonio ferroviario e patrimonio monumentale.
Particolare attenzione è dedicata alle aree interne, considerate uno degli elementi strategici del progetto. L'Irpinia Express, per esempio, percorre il territorio avellinese raggiungendo località come Montella, Paternopoli e Montemarano. In questo caso il treno non svolge soltanto una funzione di trasporto, ma diventa uno strumento per costruire itinerari legati ai paesaggi, alle produzioni agroalimentari, alle tradizioni locali e ai piccoli centri. La Regione punta così a utilizzare la ferrovia per distribuire maggiormente i flussi turistici, riducendo la concentrazione nelle destinazioni più conosciute e offrendo nuove opportunità economiche a territori che devono confrontarsi con problemi come lo spopolamento e la riduzione dei servizi.
L'investimento rientra nel Piano di Mobilità Turistica 2026-2028, per il quale sono state programmate risorse complessive fino a 3,42 milioni di euro. Di queste, 2,7 milioni sono destinate ai Treni Storici Campania e 720 mila euro al prolungamento dell'alta velocità Salerno-Sapri. L'obiettivo dichiarato è favorire forme di mobilità collettiva che possano ridurre l'utilizzo dell'automobile privata nelle zone caratterizzate da una maggiore pressione turistica e, contemporaneamente, trasformare i collegamenti ferroviari in strumenti di promozione territoriale. Il progetto assegna quindi al trasporto una funzione più ampia rispetto alla semplice mobilità, integrandolo con le politiche regionali dedicate al turismo e allo sviluppo locale.
Dietro l'iniziativa c'è anche il lavoro di recupero del patrimonio ferroviario svolto da Fondazione FS Italiane, che tutela un parco di circa 400 mezzi storici, oltre a musei, archivi e linee ferroviarie tornate a nuova vita attraverso programmi dedicati al turismo. Locomotive, automotrici e carrozze che in passato svolgevano servizi ordinari diventano così elementi di un'offerta turistica costruita sull'esperienza del viaggio lento. Il valore non è soltanto nostalgico: il recupero delle ferrovie storiche permette di collegare destinazioni che possono beneficiare di nuovi visitatori e contribuisce a mantenere vivo un patrimonio tecnico e industriale altrimenti destinato a scomparire.
Il modello punta soprattutto sulla combinazione tra mobilità sostenibile e turismo esperienziale. La possibilità di raggiungere una destinazione attraverso un convoglio storico modifica infatti il rapporto tra turista e territorio: il viaggio non rappresenta più semplicemente il tempo necessario per arrivare, ma diventa parte integrante della visita. Questo approccio può favorire soggiorni più articolati, incoraggiare la conoscenza delle produzioni locali e sostenere attività commerciali, ristorazione e strutture ricettive presenti lungo gli itinerari. Per i piccoli comuni attraversati dalle linee ferroviarie, la programmazione di corse dedicate può inoltre diventare un'occasione per organizzare eventi e iniziative coordinate con l'arrivo dei visitatori.
Con le 35 corse programmate fino a dicembre, la Campania prova dunque a costruire una rete nella quale grandi attrattori e destinazioni meno conosciute possano essere inseriti all'interno dello stesso sistema turistico. Pietrarsa, Caserta e Napoli convivono con l'Irpinia e con itinerari rivolti alla scoperta delle aree interne, mentre i treni d'epoca diventano il filo conduttore tra esperienze differenti. Il rilancio delle ferrovie storiche assume così una dimensione economica e territoriale: riportare i viaggiatori sui vecchi binari significa anche creare nuovi flussi turistici e offrire ai territori attraversati una possibilità concreta di trasformare il proprio patrimonio storico, paesaggistico e culturale in una leva di sviluppo.





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