Tre locali in cima alle richieste, ma Milano sceglie il bilocale

Tecnocasa fotografa la domanda di luglio 2026: prezzi e composizione degli acquirenti cambiano le preferenze.
Il trilocale raccoglie il 41,5% delle richieste nelle grandi città e resta la tipologia più ricercata. Seguono il bilocale, con il 24,8%, e il quattro locali, con il 22,1%. Sono i risultati dell’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa riferita a luglio 2026, che descrive la composizione della domanda rilevata dalla rete.
Rispetto a gennaio diminuisce il peso delle richieste di quattro e cinque locali, mentre cresce l’interesse per le abitazioni con tre stanze. La dinamica si inserisce in un mercato nel quale i prezzi elevati restringono le possibilità di scelta. Il trilocale offre un equilibrio fra spazi e spesa complessiva ed è cercato per l’abitazione principale. I tagli piccoli conservano interesse per investitori e acquirenti con minore disponibilità economica.
Milano si distingue per la prevalenza del bilocale, che concentra il 44,7% delle richieste. Tecnocasa collega questa preferenza alla presenza di single e investitori e ai prezzi elevati: il valore medio rilevato nel capoluogo lombardo è di 4.489 euro al metro quadrato. La riduzione della superficie consente di contenere l’esborso complessivo, pur senza implicare un costo unitario più basso.
A Genova prevalgono invece i quattro locali, con il 43,6% della domanda. Il prezzo medio di 1.263 euro al metro quadrato rende più accessibili superfici maggiori. Il confronto evidenzia quanto le preferenze dimensionali dipendano anche dalle condizioni economiche locali, oltre che dalle esigenze familiari.
Nei capoluoghi regionali esclusi dal gruppo delle grandi città il trilocale arriva al 55,2%, seguito dai quattro locali al 20,6% e dai bilocali al 19,9%. Ancona registra una quota del 67,1% per i tre locali, Catanzaro del 64,7% e Venezia del 62,9%. In questo insieme di mercati, rispetto a gennaio, i trilocali guadagnano 1,5 punti percentuali e i bilocali ne perdono 1,6. Le percentuali misurano richieste, non compravendite concluse: l’incontro con l’offerta può modificare la scelta effettiva dell’acquirente.






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