Tax credit, il cinema italiano chiede altri 80 milioni per sostenere produzioni e serie tv
- piscitellidaniel
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Il cinema italiano torna a chiedere certezze sulle risorse pubbliche necessarie per programmare produzioni, investimenti e nuovi progetti. Al centro del confronto con il Governo c’è il tax credit destinato alle produzioni nazionali: secondo le indicazioni avanzate dall’industria cinematografica e audiovisiva, sarebbero necessari almeno altri 80 milioni di euro nel 2026, da aggiungere alle somme già assegnate attraverso il primo decreto di riparto. La richiesta, sottoposta al ministero della Cultura e al ministero dell’Economia, punta soprattutto a garantire continuità a un meccanismo considerato essenziale per finanziare film e serie televisive e consentire alle imprese di pianificare con maggiore sicurezza l’avvio delle lavorazioni.
Il quadro finanziario è stato parzialmente rafforzato prima della pausa estiva. Con la conversione del decreto Infrastrutture e Pnrr, l’articolo 15-bis ha destinato complessivamente 200 milioni aggiuntivi al Fondo per il cinema e l’audiovisivo nel biennio 2026-2027. Per l’anno in corso la dotazione è stata aumentata di 50 milioni, passando da 610 a 660 milioni di euro, mentre nel 2027 l’incremento sarà di 150 milioni, con risorse complessive che saliranno da 500 a 650 milioni. Dal 2028, salvo nuovi interventi legislativi, il Fondo dovrebbe tornare invece a una disponibilità annuale di 500 milioni. È all’interno di questo perimetro che dovrà essere definita la distribuzione effettiva delle risorse tra le diverse misure di sostegno.
Per i produttori il nodo non riguarda soltanto l’ammontare complessivo degli incentivi, ma anche la tempistica con cui vengono definite e assegnate le disponibilità. Cinema e audiovisivo richiedono infatti programmi finanziari costruiti con largo anticipo: la realizzazione di un’opera coinvolge sceneggiatori, registi, attori, tecnici, società di produzione e post-produzione, fornitori e strutture territoriali. L’incertezza sulla quantità di credito d’imposta effettivamente utilizzabile può quindi tradursi nel rinvio delle lavorazioni o nella revisione dei budget. La richiesta degli ulteriori 80 milioni mira proprio a fornire una maggiore prevedibilità alle produzioni italiane in una fase nella quale il settore deve confrontarsi con costi crescenti e una competizione internazionale sempre più intensa.
Il sistema degli incentivi comprende però anche il tax credit per le produzioni internazionali, pensato per attirare in Italia film, serie e altre opere commissionate da soggetti esteri ma realizzate, in tutto o in parte, attraverso imprese italiane di produzione esecutiva e post-produzione. La finestra 2026 per la presentazione delle domande preventive e definitive si è chiusa il 31 agosto, dopo essere stata aperta il 3 giugno. Le richieste vengono valutate tenendo conto dell’inizio delle lavorazioni e, in caso di parità, dell’ordine di presentazione. Qualora le risorse disponibili non risultassero sufficienti, le domande ammissibili prive di copertura potranno essere trasferite automaticamente alle sessioni successive. L’entità delle richieste provenienti dalle produzioni estere rappresenta quindi un ulteriore elemento da considerare nella definizione del quadro finanziario complessivo.
Nel frattempo sono arrivati anche nuovi provvedimenti per le sale cinematografiche. La Direzione generale Cinema e Audiovisivo del ministero della Cultura ha pubblicato il 31 agosto diversi decreti relativi al tax credit, comprendendo misure per il funzionamento delle sale, gli investimenti, i crediti preventivi e consuntivi e l’eleggibilità culturale. Si tratta di un altro tassello di un sistema articolato che non riguarda esclusivamente la produzione delle opere, ma l’intera filiera: dalla realizzazione alla distribuzione, fino all’esercizio cinematografico. La capacità di coordinare le diverse forme di sostegno diventa particolarmente importante in una fase in cui il pubblico si divide tra cinema tradizionale, piattaforme streaming e nuove modalità di consumo audiovisivo.
Sul settore pesa inoltre l’attesa per la nuova legge Cinema, il cui iter parlamentare non si è concluso prima della pausa estiva. Il provvedimento è atteso alla Camera dopo il lavoro svolto in commissione Bilancio e le valutazioni del ministero dell’Economia. Il confronto sulle regole future procede quindi parallelamente a quello sulle risorse disponibili nell’immediato. Per l’industria la priorità resta ottenere un quadro stabile che consenta di programmare gli investimenti senza continue incertezze sulle coperture. Gli ulteriori 80 milioni richiesti per il tax credit nazionale diventano così non soltanto una questione finanziaria, ma uno dei passaggi attraverso i quali si misurerà la capacità del sistema pubblico di accompagnare la produzione cinematografica e audiovisiva italiana in una fase di profonda trasformazione industriale.


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