Prysmian scivola in Borsa, Jefferies taglia il target a 164 euro ma conferma il giudizio “Buy”
- piscitellidaniel
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Seduta in calo a Piazza Affari per Prysmian, penalizzata dalla revisione delle valutazioni di Jefferies in una giornata già debole per il mercato milanese. La banca d’affari ha ridotto il target price sul gruppo italiano dei cavi da 180 a 164 euro per azione, mantenendo però invariata la raccomandazione “Buy”. Nelle prime ore di contrattazione il titolo ha perso oltre l’1%, muovendosi nell’area dei 118 euro, mentre anche il Ftse Mib viaggiava in territorio negativo. La reazione degli investitori è legata soprattutto alla riduzione del multiplo utilizzato dagli analisti per valutare la società, più che a un peggioramento delle prospettive industriali del gruppo.
Il nuovo prezzo obiettivo rimane infatti sensibilmente superiore alle quotazioni di mercato. Rispetto ai 120,20 euro della chiusura del 31 agosto, il target di 164 euro indicato da Jefferies conserva un potenziale teorico di rivalutazione superiore al 30%. La revisione presenta quindi una lettura apparentemente contraddittoria: da un lato diminuisce la valutazione assegnata al titolo, dall’altro gli analisti continuano a considerare favorevoli le prospettive operative di Prysmian. Il punto centrale riguarda il multiplo Ev/Ebitda, ridotto da 16 a 14 volte. Una scelta determinata dal cambiamento nella composizione delle attività del gruppo e dal ridimensionamento delle valutazioni riconosciute dal mercato ad alcuni concorrenti.
A pesare è in particolare il recente de-rating delle società attive nella fibra ottica, interessate dalle vendite che hanno coinvolto diversi titoli collegati alla filiera dell’intelligenza artificiale. Dopo una fase caratterizzata da aspettative molto elevate sulla crescita della domanda di infrastrutture digitali, i mercati stanno applicando criteri più selettivi alle aziende esposte al settore. Per Prysmian questo fenomeno interessa soprattutto Digital Solutions, divisione che beneficia strutturalmente dell’aumento degli investimenti in data center e reti ad alta capacità, ma che deve ora confrontarsi con multipli di mercato meno generosi. La prudenza sulle valutazioni non cancella comunque le prospettive di crescita derivanti dall’espansione delle infrastrutture digitali ed energetiche.
Un altro elemento fondamentale nell’analisi di Jefferies è l’acquisizione della statunitense Atkore, operazione che rafforza in maniera significativa la presenza di Prysmian nel segmento Electrification e sul mercato nordamericano. Gli analisti giudicano positivamente l’operazione, considerandola accrescitiva per gli utili e capace di produrre importanti sinergie commerciali e di costo. Proprio grazie all’integrazione di Atkore, Jefferies ha aumentato le proprie stime sui risultati del gruppo del 7-10%. Allo stesso tempo, però, il maggiore peso dell’Electrification nell’Ebitda complessivo determina una diversa composizione del business, alla quale viene attribuito un multiplo più contenuto rispetto a quello precedentemente utilizzato.
Le prospettive industriali indicate dal broker restano ambiziose. Jefferies individua per Prysmian un percorso che potrebbe portare l’Ebitda oltre i 5 miliardi di euro entro il 2030, accompagnato da un’ulteriore espansione dei margini nell’ordine di circa 300 punti base nel medio termine. Nuovi obiettivi societari sono attesi all’inizio del 2027, quando il mercato potrà valutare più precisamente gli effetti dell’integrazione di Atkore e l’evoluzione dei diversi segmenti. Il gruppo beneficia inoltre di tendenze strutturali come l’elettrificazione delle economie, il potenziamento delle reti elettriche, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la crescente necessità di connessioni ad alta capacità per data center e infrastrutture digitali.
La flessione del titolo mostra però quanto le aspettative siano diventate elevate dopo il forte apprezzamento registrato da Prysmian negli ultimi anni. Il mercato non guarda soltanto alla crescita degli utili, ma anche al prezzo pagato per quella crescita e ai multipli applicabili ai diversi business. Il taglio del target di Jefferies riflette precisamente questo cambiamento: stime operative più alte, sostenute dall’acquisizione di Atkore, convivono con una valutazione finanziaria più prudente. Prysmian rimane così uno dei protagonisti europei delle infrastrutture per energia e telecomunicazioni, ma la capacità di trasformare acquisizioni, investimenti e domanda legata all’elettrificazione in crescita redditizia sarà determinante per sostenere le valutazioni raggiunte dal titolo.


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