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Mirafiori si ferma per tre giorni, i sindacati rilanciano l’allarme sul futuro delle Carrozzerie

1 set
Tempo di lettura: 3 min

Nuovo stop produttivo per Mirafiori, dove le Carrozzerie di Stellantis resteranno ferme per tre giorni consecutivi, il 2, 3 e 4 settembre. La sospensione è stata comunicata dall’azienda ai rappresentanti dei lavoratori e riguarda la produzione della Fiat 500 ibrida. Secondo Stellantis, la decisione non deriva da una contrazione degli ordini, ma dalla mancanza di alcuni componenti destinati ai motori: la richiesta di vetture ibride sarebbe risultata superiore alla capacità produttiva disponibile. Una spiegazione che offre una lettura positiva della domanda commerciale, ma che non tranquillizza i sindacati, preoccupati per la frequenza dei fermi e per le prospettive industriali dello storico stabilimento torinese.


Il problema individuato dall’azienda riguarda in particolare la capacità produttiva della Teksid di Carmagnola, coinvolta nella realizzazione di componenti per i motori. L’impianto sarebbe attualmente dimensionato su volumi insufficienti rispetto alla domanda registrata per le vetture ibride. Stellantis ha fatto sapere di essere al lavoro per adeguare i livelli produttivi dei motori alle necessità delle linee di assemblaggio. Il paradosso è evidente: la produzione viene sospesa non perché manchino gli ordini, secondo la ricostruzione aziendale, ma perché una parte della filiera non riesce momentaneamente a sostenere il ritmo richiesto dal mercato.


La Fiom-Cgil propone tuttavia una lettura molto diversa. Il sindacato contesta che la questione possa essere ricondotta esclusivamente all’approvvigionamento dei motori e sostiene che alla base delle interruzioni produttive ci siano volumi di vendita inferiori alle previsioni iniziali. Edi Lazzi, segretario della Fiom torinese, e Gianni Mannori, responsabile sindacale di Mirafiori, hanno ricordato come già prima della pausa estiva fossero stati segnalati problemi destinati a ripresentarsi al rientro. Dopo appena una settimana dalla ripresa delle attività, il nuovo fermo viene quindi interpretato come un ulteriore segnale della fragilità produttiva dello stabilimento.


Le preoccupazioni si inseriscono in una situazione già complessa. Durante l’estate le Carrozzerie di Mirafiori hanno affrontato una lunga sospensione, con quattro settimane di fermo tra luglio e agosto, mentre i rappresentanti dei lavoratori hanno ripetutamente chiesto garanzie sui livelli occupazionali e sui contratti temporanei. Per la Fiom il punto centrale non riguarda soltanto l’andamento della Fiat 500 ibrida, ma la quantità complessiva di modelli assegnati al sito. La richiesta è quella di portare rapidamente a Torino un nuovo modello, affiancandolo con un investimento destinato a una nuova linea produttiva, in modo da garantire volumi sufficienti per sostenere fabbrica e indotto.


Il futuro di Mirafiori assume un valore che supera i confini dello stabilimento. Intorno alla fabbrica ruota infatti una parte significativa della filiera automotive piemontese, composta da fornitori, imprese della componentistica, aziende di servizi e migliaia di lavoratori. Una produzione strutturalmente inferiore alla capacità installata rischia di trasferire le difficoltà lungo tutta la catena industriale. È proprio su questo aspetto che i sindacati chiedono un intervento delle istituzioni locali e nazionali, sostenendo che l’incertezza prolungata potrebbe accelerare la perdita di competenze e capacità produttiva costruite in decenni di presenza automobilistica sul territorio.


Lo stop arriva inoltre in coincidenza con l’insediamento di Arnaud Belloni nel ruolo di responsabile del marchio Fiat, incarico assunto dal primo settembre nell’ambito dell’organizzazione europea di Stellantis. I sindacati considerano la nuova interruzione un segnale poco incoraggiante e chiedono alla nuova gestione di affrontare rapidamente il tema delle assegnazioni produttive. La questione si inserisce nella più ampia strategia che l’amministratore delegato Antonio Filosa dovrà definire per le attività europee del gruppo, in una fase nella quale l’industria automobilistica deve contemporaneamente gestire elettrificazione, concorrenza cinese, pressione sui costi e domanda ancora incerta.


La vicenda della 500 ibrida evidenzia comunque un elemento industriale importante: la disponibilità dei componenti deve crescere insieme agli ordini affinché un aumento della domanda possa tradursi immediatamente in maggiori volumi. Se Stellantis riuscirà ad adeguare rapidamente la produzione dei motori, il fermo potrebbe rimanere un problema temporaneo della catena di fornitura. Per i sindacati, però, il nodo resta strutturale e riguarda ciò che Mirafiori produrrà nei prossimi anni. Il confronto si concentra quindi sulle nuove assegnazioni, sugli investimenti e sulla capacità di riportare le Carrozzerie verso livelli produttivi in grado di garantire continuità allo stabilimento e all’intero sistema industriale piemontese.

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