Piemonte, più risorse per gli ITS Academy: al via 61 corsi per formare i tecnici richiesti dalle imprese
- piscitellidaniel
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Il Piemonte rafforza il sistema degli ITS Academy e investe sulla formazione tecnica superiore come strumento per ridurre la distanza tra le competenze disponibili e quelle richieste dalle imprese. La Regione ha dato il via alla nuova programmazione con 61 corsi, ampliando le risorse destinate a percorsi che rappresentano ormai uno dei principali collegamenti tra istruzione e mercato del lavoro. L'obiettivo è formare tecnici altamente specializzati nei comparti strategici dell'economia regionale, dall'industria manifatturiera all'automotive, dall'aerospazio all'ICT, fino ad agroalimentare, turismo, energia e sostenibilità.
La nuova offerta coinvolge le sette Fondazioni ITS presenti sul territorio piemontese e punta a consolidare un modello costruito sulla collaborazione tra istituzioni formative, università e aziende. Rispetto ai tradizionali percorsi accademici, gli ITS si caratterizzano per un rapporto molto più diretto con il sistema produttivo: una parte rilevante delle ore viene svolta attraverso laboratori e attività pratiche, mentre stage e tirocini permettono agli studenti di entrare nelle imprese già durante il periodo di formazione. Anche molti docenti provengono direttamente dal mondo del lavoro, consentendo ai programmi di essere aggiornati sulla base delle tecnologie e delle professionalità effettivamente richieste dal mercato.
L'aumento delle risorse risponde a un problema che negli ultimi anni è diventato sempre più evidente per il sistema economico: il mismatch delle competenze. Numerose imprese dichiarano difficoltà nel reperire profili tecnici adeguati, soprattutto nelle attività legate alla digitalizzazione, all'automazione industriale, alla meccatronica, alla gestione dei dati e alla transizione energetica. Il fenomeno riguarda in modo particolare una regione caratterizzata da una forte presenza manifatturiera e da filiere ad alto contenuto tecnologico. La disponibilità di personale specializzato diventa quindi un fattore competitivo non meno importante degli investimenti in macchinari, ricerca e innovazione.
La programmazione degli ITS piemontesi intercetta direttamente questa trasformazione. Nell'automotive aumentano le competenze necessarie per lavorare sull'elettrificazione, sull'elettronica e sui sistemi digitali dei veicoli; nell'aerospazio servono tecnici capaci di operare in processi produttivi avanzati e caratterizzati da elevati standard qualitativi; nell'ICT cresce la domanda di specialisti in software, cybersecurity, cloud e gestione dei dati. Parallelamente, la transizione ambientale richiede professionalità dedicate all'efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e alla sostenibilità dei processi produttivi. Anche settori più tradizionali come agroalimentare e turismo stanno incorporando tecnologie che modificano profondamente le competenze richieste.
Il punto di forza degli ITS Academy rimane l'elevata occupabilità dei diplomati. A livello nazionale, le rilevazioni dedicate al sistema mostrano che una larga maggioranza dei giovani trova lavoro entro dodici mesi dal conseguimento del diploma e, nella maggior parte dei casi, in attività coerenti con il percorso seguito. Un risultato particolarmente significativo in un Paese nel quale il passaggio dalla formazione all'occupazione continua a rappresentare uno dei nodi strutturali. La stretta relazione con le aziende permette inoltre di modificare rapidamente i programmi quando emergono nuove esigenze, evitando che la formazione rimanga distante dall'evoluzione tecnologica.
Per il Piemonte la crescita del sistema assume anche una dimensione industriale. Torino e il territorio regionale stanno attraversando una fase di profonda trasformazione, con il ridimensionamento di alcune attività tradizionali e lo sviluppo di nuove specializzazioni. La capacità di attrarre investimenti dipende sempre più dalla presenza di un ecosistema nel quale le imprese possano trovare tecnici qualificati. Formare giovani nelle discipline richieste dalle filiere locali significa quindi sostenere contemporaneamente l'occupazione e la competitività, creando le condizioni affinché nuove attività produttive possano insediarsi o crescere sul territorio.
La sfida riguarda ora anche la capacità di aumentare la conoscenza di questi percorsi tra studenti e famiglie. Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, gli ITS continuano infatti ad avere numeri inferiori rispetto ai sistemi equivalenti presenti in alcune delle maggiori economie europee. L'espansione dei corsi piemontesi punta a ridurre questa distanza e a costruire un canale formativo riconoscibile, capace di offrire un'alternativa concreta sia all'ingresso immediato nel mercato del lavoro sia all'università. Con 61 nuovi percorsi, il sistema regionale prova così a mettere formazione e fabbisogni delle imprese sullo stesso binario, concentrando le risorse sulle professionalità che accompagneranno la trasformazione tecnologica dell'economia nei prossimi anni.


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