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Pannelli solari a fine vita, Haiki+ accelera sul riciclo e prepara nuovi impianti in Italia

La crescita del fotovoltaico italiano sta aprendo una nuova sfida industriale: recuperare in modo efficiente le grandi quantità di pannelli che nei prossimi anni arriveranno a fine vita. Haiki+, gruppo attivo nella gestione, nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti, punta a rafforzare la propria capacità nel settore attraverso nuove linee di riciclo e tecnologie in grado di recuperare una quota sempre maggiore delle materie contenute nei moduli. L'obiettivo è intercettare quella che l'amministratore delegato Giovanni Rosti considera una vera ondata di pannelli da dismettere, trasformando un problema ambientale in una fonte di materie prime seconde utilizzabili nuovamente dall'industria.


Il fulcro della strategia è lo stabilimento Raee.Man di Sale, in provincia di Alessandria, dove dall'inizio dell'anno è pienamente operativa una linea dedicata al trattamento dei pannelli fotovoltaici, affiancata alle attività sulle pile alcaline e sulle batterie al litio. L'impianto dispone di una capacità di circa 10mila tonnellate all'anno lavorando su due turni, destinati a diventare tre da settembre. La tecnologia utilizzata è completamente meccanica ed è stata sviluppata insieme al produttore dei macchinari con l'obiettivo di massimizzare la separazione dei diversi componenti. Il processo permette di recuperare il 100% dell'alluminio e circa il 98% di rame e vetro, oltre alle frazioni plastiche presenti nei moduli.


La sfida tecnologica riguarda ora soprattutto i materiali con maggiore valore strategico. Haiki+ sta lavorando al recupero dell'argento contenuto nella polvere di silicio prodotta durante il trattamento dei pannelli. Il progetto viene sviluppato nell'impianto di Pollutri, in provincia di Chieti, in collaborazione con l'Università dell'Aquila. Se la sperimentazione darà i risultati attesi, il sistema dovrebbe essere trasferito anche nello stabilimento piemontese entro la fine dell'anno. Il recupero dei metalli preziosi e del silicio rappresenta uno dei passaggi più importanti per aumentare il valore economico del riciclo, riducendo contemporaneamente la dipendenza europea dall'importazione di materie prime utilizzate nelle tecnologie energetiche.


Il mercato potenziale è destinato ad aumentare rapidamente. I primi grandi cicli di installazione del fotovoltaico risalgono ormai a diversi anni fa e una quota crescente di quei moduli si sta avvicinando alla sostituzione. Considerando una vita operativa generalmente compresa tra 20 e 30 anni, nei prossimi anni il numero di pannelli da trattare è destinato a crescere in maniera significativa. A questi volumi si aggiungono i moduli sostituiti anticipatamente per guasti, danneggiamenti o interventi di repowering, attraverso i quali vecchi pannelli vengono rimpiazzati con prodotti più efficienti per aumentare la capacità degli impianti senza necessariamente occupare nuovo territorio.


Haiki+ intende quindi replicare la tecnologia sviluppata a Sale in altri stabilimenti italiani. L'attenzione è rivolta soprattutto al Centro e al Sud, dove è concentrata una parte importante del parco fotovoltaico nazionale. Il gruppo valuta l'installazione di nuove linee presso siti nei quali sono già presenti attività di recupero delle batterie al piombo, sfruttando infrastrutture e competenze esistenti. Gli interventi rientrano nel piano di sviluppo 2026-2028, che prevede complessivamente circa 19 milioni di euro per le iniziative riconducibili alle aree Recycling & Electrics e Metals. La strategia punta così a creare una rete nazionale capace di avvicinare gli impianti di trattamento alle aree nelle quali saranno generati i maggiori quantitativi di rifiuti fotovoltaici.


Il progetto si inserisce nella più ampia trasformazione industriale di Haiki+, che nel piano 2026-2028 punta a raggiungere ricavi per circa 380 milioni di euro e un Ebitda di 68 milioni. Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato la presenza nel trattamento di batterie, rifiuti elettronici, metalli e altri materiali strategici, con l'obiettivo di evolvere da operatore ambientale a piattaforma industriale integrata dell'economia circolare. Parallelamente, l'azionista di maggioranza Holding SG, riconducibile alla famiglia Colucci, ha avviato un'offerta pubblica finalizzata all'acquisizione dell'intero capitale e al successivo delisting della società.


L'espansione nel riciclo dei pannelli solari assume una rilevanza che supera il solo settore dei rifiuti. La transizione energetica richiede infatti quantità crescenti di alluminio, rame, vetro, silicio e argento, materiali che possono essere recuperati dai moduli dismessi e reinseriti nei cicli produttivi. Costruire una filiera nazionale capace di valorizzarli significa ridurre la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento e, contemporaneamente, rafforzare l'autonomia industriale nell'approvvigionamento di risorse strategiche. Per Haiki+ la crescita del fotovoltaico diventa così un'opportunità per sviluppare una nuova infrastruttura del riciclo, destinata ad assumere un peso crescente con l'arrivo a fine vita della prima grande generazione di pannelli installati in Italia.

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