Panetta ridisegna l’agenda economica italiana
- Luca Baj

- 1 ora fa
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Produttività, intelligenza artificiale e credito selettivo al centro della Relazione 2025 di Banca d’Italia
AbstractLa Relazione annuale 2025 della Banca d’Italia e le Considerazioni finali di Fabio Panetta descrivono un’economia italiana resistente, ma esposta a vincoli strutturali: crescita debole, produttività insufficiente, ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale, dipendenza energetica e nuove vulnerabilità finanziarie.
Il quadro macroeconomico è ambivalente. L’economia mondiale ha mantenuto nel 2025 una crescita del 3,4%, sostenuta anche dagli investimenti collegati all’AI; l’area euro è cresciuta dell’1,4%. L’Italia, pur avendo aumentato il PIL di oltre il 6% dal 2019, nel 2025 si è fermata allo 0,5%, sotto la media europea. La debolezza deriva dal rallentamento tedesco e dalle tensioni commerciali.
Il nodo centrale è la produttività. Panetta lega la capacità di crescita non a stimoli temporanei, ma a capitale umano, innovazione e qualità degli investimenti. La quota di imprese che utilizza l’AI è salita al 30%, ma solo il 5% ne fa un uso intensivo. Il rischio è che l’Italia ripeta il ritardo accumulato nelle tecnologie digitali, trasformando una leva di modernizzazione in un ulteriore divario competitivo.
Il sistema bancario appare solido: redditività e patrimonializzazione restano elevate. Tuttavia il credito richiede selezione più rigorosa. I prestiti assistiti da garanzie pubbliche superano ancora un quinto degli impieghi alle imprese, livello triplo rispetto agli altri grandi Paesi europei. Lo strumento resta utile nelle crisi, ma in condizioni ordinarie può indebolire il merito creditizio e alterare l’allocazione delle risorse.
La parte più prospettica riguarda il rapporto tra innovazione e coesione sociale. La digitalizzazione dei servizi finanziari può aumentare efficienza e qualità del rapporto con la clientela, ma accresce i rischi di esclusione e frode per i soggetti meno alfabetizzati. Gli incidenti che hanno coinvolto intermediari italiani sono aumentati dell’80% nel triennio 2023-2025; quelli cibernetici sono raddoppiati. Per questo la vigilanza deve essere tecnologica, organizzativa e culturale.
La lettura complessiva è che la stabilità non basta più. L’Italia dispone di banche solide, finanza pubblica più credibile e investimenti PNRR rilevanti; senza aumento della produttività, capitale di rischio e competenze digitali, però, la crescita resterà ancora fragile e lenta.





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