Trasporto ferroviario merci, cresce l'allarme: il settore rischia di tornare ai livelli del 2015
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
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Il trasporto ferroviario delle merci attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni e gli operatori del settore lanciano un nuovo allarme sul futuro della logistica italiana. Secondo le più recenti rilevazioni diffuse da Fermerci, l'associazione che rappresenta gli operatori del comparto, il traffico ferroviario continua a diminuire e, se l'attuale andamento dovesse proseguire, il 2026 potrebbe chiudersi con volumi paragonabili a quelli registrati nel 2015, cancellando oltre un decennio di progressi nella crescita del trasporto su rotaia. Si tratterebbe di un passo indietro significativo proprio mentre l'Unione europea continua a promuovere il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia per ridurre emissioni, congestione e consumi energetici.
I dati del primo semestre mostrano un quadro particolarmente preoccupante. Nei primi sei mesi dell'anno il traffico ferroviario merci si è attestato a circa 23,7 milioni di treni/chilometro, contro i 25,8 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, con una contrazione dell'8,1%. Il calo si inserisce in una tendenza negativa iniziata già nel 2022: il Rapporto Annuale Fermerci evidenzia infatti tre anni consecutivi di riduzione dei volumi, con una perdita complessiva di circa il 7,8% tra il 2022 e il 2025. Se questa dinamica dovesse proseguire anche nella seconda parte dell'anno, il traffico complessivo potrebbe scendere intorno ai 45 milioni di treni/chilometro, riportando il settore sui livelli registrati oltre dieci anni fa.
Le cause della crisi sono molteplici. Da un lato pesa il rallentamento dell'attività industriale europea, che ha determinato una diminuzione della domanda di trasporto merci. Dall'altro incidono gli elevati costi dell'energia, le difficoltà operative derivanti dai numerosi cantieri sulla rete ferroviaria e la crescente competitività del trasporto su gomma, che continua a beneficiare di una maggiore flessibilità organizzativa. Anche il traffico ferroviario con origine e destinazione nei porti e negli interporti italiani ha registrato un sensibile ridimensionamento, segnale delle difficoltà che stanno interessando l'intera catena logistica nazionale. Gli operatori sottolineano inoltre come il settore necessiti di un quadro di incentivi stabile e di interventi capaci di sostenere la competitività del trasporto ferroviario rispetto alle altre modalità di movimentazione delle merci.
Le conseguenze di questo andamento non riguardano soltanto le imprese ferroviarie, ma l'intero sistema economico. Il trasporto delle merci su ferro rappresenta infatti uno strumento fondamentale per ridurre il traffico pesante sulle autostrade, contenere le emissioni di CO₂ e migliorare l'efficienza della logistica nazionale. Un ridimensionamento del comparto rischierebbe di compromettere gli obiettivi ambientali fissati dall'Unione europea e di aumentare la dipendenza dal trasporto stradale, con effetti negativi sia sul piano economico sia su quello della sostenibilità. Per questo motivo Fermerci sollecita il rafforzamento degli incentivi destinati alle imprese ferroviarie e il mantenimento delle misure di sostegno già introdotte negli ultimi anni, considerate essenziali per evitare un ulteriore peggioramento della situazione.
Il comparto resta comunque strategico per il futuro della logistica italiana. Gli investimenti previsti sulla rete ferroviaria, l'ammodernamento delle infrastrutture e lo sviluppo dei collegamenti con porti e terminal intermodali rappresentano opportunità importanti per rilanciare il settore nel medio periodo. Tuttavia, gli operatori ritengono indispensabile intervenire rapidamente per invertire la tendenza negativa registrata negli ultimi anni. Senza misure efficaci di sostegno, il rischio è che il trasporto ferroviario merci perda ulteriormente competitività proprio nel momento in cui la transizione ecologica richiederebbe un maggiore ricorso alla ferrovia come modalità di trasporto più efficiente e sostenibile.


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