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Mattarella: le leggi non si adattano ai comportamenti illegali, la violenza contro il No Tav è inammissibile

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito con fermezza il ruolo centrale dello Stato di diritto, affermando che le leggi non possono essere adattate ai comportamenti individuali e che rinunciare a farle rispettare equivarrebbe a un'inammissibile abdicazione dello Stato. Il Capo dello Stato è intervenuto in occasione della cerimonia del Ventaglio al Quirinale, tradizionale incontro con la stampa parlamentare, affrontando temi che spaziano dal rispetto della legalità alla tutela delle istituzioni democratiche. Nel suo intervento ha inoltre espresso una netta condanna delle violenze registrate durante le manifestazioni legate al movimento No Tav, sottolineando come il diritto di manifestare non possa mai trasformarsi in giustificazione per atti di aggressione o di illegalità.


Nel suo discorso Mattarella ha ricordato che il corretto funzionamento della democrazia si fonda sul rispetto delle norme comuni e sulla capacità delle istituzioni di garantire l'applicazione della legge in modo imparziale. Secondo il Presidente, modificare le regole per adeguarle a comportamenti contrari alla legalità significherebbe compromettere uno dei principi fondamentali della convivenza civile. Lo Stato, ha osservato, ha il dovere di assicurare il rispetto delle regole senza cedere a pressioni o forme di intimidazione, perché la tutela dei diritti dei cittadini passa necessariamente attraverso il rispetto della legalità e delle istituzioni democratiche. Il richiamo si inserisce nella costante attenzione del Capo dello Stato verso la difesa dei valori costituzionali e del principio di separazione dei poteri.


Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato gli episodi di violenza verificatisi durante alcune proteste contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Mattarella ha definito tali comportamenti inammissibili, distinguendo con chiarezza il diritto costituzionale a manifestare dal ricorso alla violenza contro persone, forze dell'ordine o beni pubblici. Il Presidente ha ricordato che il confronto democratico si fonda sul dialogo e sul rispetto delle regole, mentre ogni forma di intimidazione o di aggressione rappresenta una negazione dei principi costituzionali. Il riferimento si colloca in un contesto nel quale il dibattito sulle grandi opere continua a suscitare posizioni anche molto contrapposte, ma nel quale le istituzioni ribadiscono la necessità che il dissenso si esprima sempre nel rispetto della legge.


Le parole del Capo dello Stato assumono rilievo anche sotto il profilo più generale del rapporto tra cittadini e istituzioni. In una fase caratterizzata da tensioni sociali, polarizzazione del dibattito pubblico e crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni, Mattarella ha richiamato il valore della Costituzione come riferimento comune e della legalità come presupposto indispensabile della convivenza democratica. Il Presidente ha più volte evidenziato, nei suoi interventi pubblici, come il rispetto delle regole costituisca la condizione necessaria per garantire libertà, diritti e uguaglianza, ricordando che il rafforzamento delle istituzioni passa attraverso il rispetto delle norme e il rifiuto di ogni forma di sopraffazione.


L'intervento conferma il ruolo di garanzia svolto dal Presidente della Repubblica nel richiamare i principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale. Il messaggio di Mattarella sottolinea che legalità, rispetto delle istituzioni e rifiuto della violenza rappresentano elementi imprescindibili per il corretto funzionamento della democrazia. In questo quadro, il diritto di esprimere il dissenso continua a essere pienamente riconosciuto, ma deve sempre esercitarsi entro i limiti fissati dalla legge, affinché il confronto politico e sociale possa svolgersi nel rispetto dei diritti di tutti e dei valori su cui si fonda la Repubblica italiana.

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