Priolo, la raffineria Isab avvia la produzione di biofuel: parte una nuova fase della riconversione energetica
- piscitellidaniel
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La raffineria Isab di Priolo Gargallo, uno dei principali poli della raffinazione italiana, inaugura una nuova fase del proprio sviluppo industriale con l'avvio della produzione di biocarburanti. L'iniziativa rappresenta un passaggio significativo nel percorso di trasformazione del sito siciliano, che punta a coniugare la valorizzazione degli impianti esistenti con la crescente domanda di combustibili a minore impatto ambientale. La nuova linea produttiva consentirà di realizzare biobenzine e Sustainable Aviation Fuel (SAF), il carburante sostenibile destinato al trasporto aereo, attraverso l'utilizzo di materie prime rinnovabili certificate.
Il progetto prevede che l'impianto Fluid Catalytic Cracking (FCC) inizi a processare oli vegetali, in particolare Palm Oil Mill Effluent (POME), un residuo derivante dalla lavorazione dell'olio di palma che trova così un impiego nell'economia circolare. Le materie prime impiegate sono certificate secondo lo standard internazionale ISCC (International Sustainability and Carbon Certification), che garantisce la tracciabilità e la sostenibilità dell'intera filiera produttiva. La commercializzazione dei nuovi prodotti sarà sviluppata attraverso la collaborazione con Ludoil Energy, mentre l'approvvigionamento delle materie prime sarà assicurato da un operatore italiano specializzato nel settore degli oli vegetali. L'obiettivo dichiarato è destinare la produzione principalmente al mercato nazionale, contribuendo a rafforzare la disponibilità di carburanti sostenibili in Italia.
L'avvio della nuova produzione si inserisce in un più ampio programma di rilancio industriale che interessa il sito di Priolo. Nei prossimi anni i volumi di biofuel dovrebbero crescere progressivamente fino a raggiungere una capacità di circa 500 mila tonnellate annue, grazie a un piano di investimenti finalizzato ad aumentare l'efficienza produttiva e ridurre i tempi di sviluppo delle nuove attività. La strategia punta a valorizzare le infrastrutture già presenti, limitando la necessità di realizzare nuovi impianti e favorendo una conversione graduale verso produzioni coerenti con gli obiettivi europei di decarbonizzazione dei trasporti. Il progetto rappresenta inoltre un'importante opportunità per mantenere la competitività di uno dei più grandi complessi di raffinazione del Paese in una fase di profonda trasformazione del settore energetico.
L'iniziativa assume particolare rilevanza anche sotto il profilo occupazionale e industriale. Il sito di Priolo costituisce infatti un'infrastruttura strategica per il sistema energetico nazionale e impiega direttamente e indirettamente migliaia di lavoratori. La produzione di SAF, destinato al comparto dell'aviazione, e di altri biocarburanti avanzati permette di ampliare il portafoglio delle attività della raffineria, affiancando progressivamente ai tradizionali prodotti petroliferi combustibili con una minore impronta carbonica. Si tratta di un segmento destinato a crescere nei prossimi anni, anche in virtù delle normative europee che impongono quote sempre più elevate di carburanti sostenibili nei trasporti aerei e terrestri.
L'avvio della nuova linea produttiva conferma la volontà di Isab di accompagnare la trasformazione del settore della raffinazione senza rinunciare al ruolo strategico dello stabilimento siciliano. L'integrazione tra impianti tradizionali e nuove produzioni legate ai biofuel rappresenta un modello di evoluzione industriale che punta a coniugare competitività, innovazione e sostenibilità ambientale. Per il polo di Priolo si apre così una fase caratterizzata da nuovi investimenti, diversificazione delle attività e sviluppo di tecnologie capaci di rispondere alle esigenze di un mercato energetico sempre più orientato verso la riduzione delle emissioni e la valorizzazione delle fonti rinnovabili.

