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Nordio a Cernobbio: «Giustizia più veloce, superati gli obiettivi PNRR»

  • Immagine del redattore: Luca Baj
    Luca Baj
  • 41 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Il ministro rivendica tempi ridotti, nuovi organici e torna sulla sconfitta referendaria e sul Codice Rocco
Il ministro rivendica tempi ridotti, nuovi organici e torna sulla sconfitta referendaria e sul Codice Rocco


Dal palco del Forum TEHA di Cernobbio, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato al mondo dell’impresa un bilancio centrato sull’efficienza del sistema giudiziario. Il messaggio è che gli interventi legati al PNRR, insieme al rafforzamento degli organici e all’organizzazione degli uffici, avrebbero prodotto risultati superiori agli obiettivi inizialmente fissati.

Secondo i dati indicati dal Guardasigilli, i tempi di attesa sarebbero diminuiti del 50% nel settore civile e del 31% in quello penale. Il riferimento è al disposition time, l’indicatore utilizzato anche a livello europeo per stimare il tempo necessario a definire i procedimenti sulla base del rapporto tra cause pendenti e procedimenti conclusi. Gli obiettivi PNRR prevedevano, rispetto alla situazione del 2019, una riduzione del 40% nel civile e del 25% nel penale entro giugno 2026.

Nordio ha rivendicato anche l’abbattimento di oltre il 90% delle pendenze civili considerate dal Piano. Il dato, tuttavia, va letto nel perimetro tecnico previsto dal PNRR: il target riguarda specifici procedimenti pendenti al 31 dicembre 2022, individuati in base alla data di iscrizione nei Tribunali e nelle Corti d’appello, e non l’intero stock delle cause civili ancora aperte. È una distinzione essenziale per valutare correttamente la portata del risultato.

Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata agli organici. Il ministro ha ricordato che fino allo scorso anno i magistrati in servizio erano meno di 9 mila rispetto a una dotazione teorica di circa 10.500 unità. Il governo, ha spiegato, ha avviato quattro concorsi da 400 magistrati ciascuno e punta a colmare l’organico entro la fine dell’anno. Nella stessa strategia rientrano la stabilizzazione del personale dell’Ufficio per il processo, che coinvolge circa 10 mila addetti, quella della magistratura onoraria e nuove assunzioni di personale amministrativo e di polizia penitenziaria.

Per Nordio, l’efficienza della giustizia non è soltanto una questione interna all’amministrazione giudiziaria. Tempi più brevi e maggiore prevedibilità delle decisioni incidono direttamente sulla competitività del Paese, sulla capacità delle imprese di programmare gli investimenti e sulla fiducia degli operatori economici. È anche per questo che il tema è stato portato davanti alla platea di Cernobbio, composta da rappresentanti dell’economia, della finanza e delle istituzioni.

Il ministro è tornato anche sulla sconfitta della riforma costituzionale della giustizia al referendum del 22 e 23 marzo 2026. Il No ha prevalso con poco più del 53% dei voti validi, contro circa il 47% del Sì. Nordio ha definito il risultato doloroso e inatteso e ha riconosciuto che, dopo la bocciatura, sarà necessario molto tempo prima di poter riproporre una riforma della stessa portata. Il progetto prevedeva, tra l’altro, la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e una profonda revisione dell’autogoverno della magistratura.

Nel suo intervento è riemerso infine il tema del Codice penale del 1930. Nordio ha ricordato che il cosiddetto Codice Rocco reca le firme di Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III, sottolineando il paradosso di un ordinamento che punisce la ricostituzione del partito fascista attraverso un testo nato durante il fascismo. Quel codice, tuttavia, è stato profondamente modificato nell’Italia repubblicana attraverso interventi legislativi e decisioni della Corte costituzionale, pur conservando ancora oggi l’impianto originario.

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