Non solo birra: Heineken investe sull’acqua e trasforma lo stabilimento di Massafra in un modello di sostenibilità
La produzione di birra richiede quantità significative di acqua, non soltanto come ingrediente del prodotto finale, ma anche per il lavaggio degli impianti, il raffreddamento dei macchinari e numerose lavorazioni industriali. Proprio per ridurre l’impatto idrico delle proprie attività, Heineken Italia ha avviato nel birrificio di Massafra, in provincia di Taranto, un progetto per il recupero e il riutilizzo delle acque meteoriche. L’intervento prevede un investimento complessivo di 700 mila euro e consentirà di risparmiare ogni anno circa 13 mila metri cubi d’acqua, un volume equivalente a quello contenuto in cinque piscine olimpioniche. Il progetto rappresenta un passaggio importante nella strategia ambientale del gruppo e conferma il ruolo dello stabilimento pugliese come polo produttivo di riferimento per il Mezzogiorno, capace di integrare l’attività industriale con soluzioni innovative destinate a preservare una risorsa sempre più esposta agli effetti della siccità e del cambiamento climatico.
Il nuovo sistema, sviluppato insieme alla società pugliese Technoacque, raccoglie le acque meteoriche di prima pioggia all’interno del sito produttivo, le sottopone a un processo di affinamento e le rimette in circolo per gli usi tecnici. L’acqua recuperata viene utilizzata per il raffreddamento dei macchinari, i sistemi di lubrificazione e altre attività industriali che non prevedono alcun contatto con la birra destinata al consumo. In questo modo lo stabilimento riduce il prelievo dalle fonti tradizionali e trasforma una risorsa normalmente dispersa in un elemento utile al ciclo produttivo. Il modello si basa sui principi dell’economia circolare, secondo i quali materiali, energia e risorse naturali devono essere mantenuti il più a lungo possibile all’interno dei processi, riducendo sprechi e dipendenza dagli approvvigionamenti esterni. La collocazione del birrificio in un’area mediterranea caratterizzata da periodi sempre più frequenti di stress idrico rende l’intervento particolarmente rilevante anche per il territorio.
Il sito di Massafra aveva già raggiunto in anticipo gli obiettivi fissati a livello internazionale dal gruppo per il consumo d’acqua. Alla fine del 2025 lo stabilimento utilizzava circa 2,80 ettolitri d’acqua per ogni ettolitro di birra prodotto, un valore inferiore al traguardo di 2,9 ettolitri previsto per il 2030. Il nuovo obiettivo è scendere sotto i 2,6 ettolitri, attraverso il riutilizzo delle acque meteoriche, il controllo delle perdite, l’efficientamento degli impianti e una gestione sempre più precisa dei diversi passaggi produttivi. La riduzione dei consumi non comporta soltanto un beneficio ambientale, ma produce anche effetti economici, perché limita l’esposizione dell’azienda all’aumento dei costi della risorsa e ai possibili rischi di approvvigionamento. Per un grande stabilimento industriale, investire nella sicurezza idrica significa rafforzare la continuità produttiva e prepararsi a uno scenario nel quale la disponibilità d’acqua sarà un fattore sempre più importante nelle scelte localizzative e nei programmi di sviluppo.
Il piano si inserisce nella strategia globale Brew a Better World, attraverso la quale Heineken punta a diminuire l’impatto ambientale dei birrifici, ridurre le emissioni e migliorare la gestione dell’acqua lungo l’intera filiera. L’esperienza di Massafra mostra come la sostenibilità industriale possa essere sviluppata anche attraverso la collaborazione con imprese tecnologiche locali, creando competenze e investimenti sul territorio. L’intervento non riguarda quindi soltanto la produzione di birra, ma il rapporto tra industria, risorse naturali e comunità, soprattutto in un’area nella quale agricoltura, attività produttive e consumi civili devono condividere una disponibilità idrica non sempre costante. La capacità di recuperare l’acqua piovana e destinarla ai processi tecnici consente di alleggerire la pressione sulle riserve e di rendere lo stabilimento più resiliente, trasformando la gestione dell’acqua da semplice costo operativo a componente strategica del modello industriale.





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