Montecatini riparte dal benessere e dal patrimonio UNESCO
La città toscana punta a diventare una meta autonoma, con un’offerta che unisca cultura, paesaggio e turismo lento

Montecatini Terme vuole recuperare il ruolo di destinazione scelta per le proprie risorse, superando il ruolo di base per visitare altre località toscane. Nell’intervista pubblicata da Finestre sull’Arte, Sonia Pallai, direttrice della Fondazione Turismo WE, indica un percorso fondato su benessere, patrimonio culturale, attività all’aperto e collaborazione fra operatori. La trasformazione si misura con le difficoltà del termalismo tradizionale e con la chiusura di alcune strutture storiche.
La Fondazione coordina lo sviluppo, la promozione e la gestione della destinazione. I compiti includono l’analisi dei flussi, il sostegno all’innovazione dell’offerta e il miglioramento dell’accoglienza. Pallai propone ragioni di soggiorno legate a Montecatini e alla Valdinievole, collegando le risorse del territorio. Si tratta di un indirizzo di lavoro, non dell’annuncio di una riapertura generalizzata degli stabilimenti.
Un riferimento chiave è il riconoscimento delle Great Spa Towns of Europe, il sito UNESCO che dal 2021 comprende undici città termali in sette Paesi. Montecatini rappresenta l’Italia in un insieme costruito attorno alle sorgenti minerali e alla cultura europea delle cure, sviluppatasi soprattutto fra il Settecento e gli anni Trenta del Novecento. Il valore riconosciuto riguarda anche l’organizzazione urbana, gli edifici, i giardini e il rapporto con il paesaggio.
Per il viaggiatore, questo patrimonio permette di leggere la città attraverso itinerari che collegano architettura termale, viali e luoghi della socialità. Il portale turistico ufficiale presenta, fra le risorse locali, il parco termale, il Padiglione dei Sali Tamerici e Montecatini Alto. La funicolare, inaugurata nel 1898, mette in relazione la città ai piedi della collina con il borgo medievale che domina la vallata.
Il turismo lento proposto dalla direttrice della Fondazione amplia il racconto del benessere: comprende il tempo trascorso all’aperto, la conoscenza dei luoghi e l’incontro con il territorio. Ricettività e posizione geografica sono risorse per prolungare i soggiorni con un’offerta coordinata fra pubblico e privato.
Il recupero degli immobili e l’eventuale introduzione di nuove funzioni richiedono attenzione al patrimonio storico. Nella valutazione UNESCO, gli aggiornamenti dei servizi e delle tecnologie termali possono creare tensioni con la conservazione degli edifici: le trasformazioni devono mantenere leggibili i caratteri che hanno determinato il riconoscimento internazionale.



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