Legge di delegazione europea 2025, delega ad ampio spettro
- Luca Baj

- 20 mag
- Tempo di lettura: 2 min

La legge 17 marzo 2026, n. 36 ridefinisce il perimetro del recepimento UE tra riparazione, anti-SLAPP, accesso ai dati, cybersicurezza e crisi assicurative
La legge 17 marzo 2026, n. 36, recante la Legge di delegazione europea 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2026 ed entrata in vigore il 9 aprile 2026, conferisce al Governo la delega per il recepimento di direttive e l’attuazione di atti dell’Unione europea. Il provvedimento si compone di 19 articoli e di un allegato A e tocca consumo, processo, protezione dei dati, cybersicurezza e ambiente.
Gli articoli 1 e 2 costituiscono l’architrave della disciplina. Il primo attribuisce la delega legislativa per l’attuazione degli atti europei indicati nel testo e nell’allegato; il secondo abilita il Governo, entro 18 mesi, a introdurre disposizioni sanzionatorie per violazioni di direttive già recepite o di regolamenti europei ancora privi di presidio interno.
Tra le disposizioni si segnala l’articolo 4, dedicato al recepimento della direttiva (UE) 2024/1799 sul diritto alla riparazione. La delega impone di individuare la sezione nazionale della piattaforma europea, il punto di contatto nazionale e i rimedi del consumatore in caso di inadempimento del riparatore, in coordinamento con il Codice del consumo. Sul versante processuale, l’articolo 6 recepisce la direttiva (UE) 2024/1069 contro le azioni SLAPP, volte a contrastare i procedimenti abusivi promossi contro chi partecipa al dibattito pubblico.
Di rilievo è l’articolo 5, che richiede l’adeguamento del d.lgs. n. 51/2018 e del codice di procedura penale alla giurisprudenza europea in materia di accesso ai dispositivi digitali a fini investigativi, imponendo determinatezza dei reati presupposto, proporzionalità e controllo preventivo del giudice o di un’autorità indipendente. In ambito economico, l’articolo 8 introduce la delega per la direttiva (UE) 2025/1 sulla risoluzione delle crisi assicurative, con designazione dell’Ivass quale autorità nazionale.
Un ruolo centrale è attribuito alla cybersicurezza. Gli articoli 15, 16 e 17 attuano il Cyber Resilience Act, il regolamento sui servizi di sicurezza gestiti e quello sulla cibersolidarietà, con il rafforzamento delle competenze dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. L’allegato A completa il quadro con 18 ulteriori direttive da recepire, tra cui quelle su sostenibilità d’impresa, prodotti difettosi, IVA e rifiuti, confermando la funzione della legge n. 36/2026 quale strumento di riallineamento al diritto dell’Unione.





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