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Gas e sicurezza energetica, Proxigas chiede una regolazione capace di accompagnare la decarbonizzazione

3 ore fa
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Il gas naturale continuerà a svolgere un ruolo strategico nella sicurezza energetica italiana anche durante il percorso verso la decarbonizzazione. È la posizione ribadita da Proxigas nel confronto sul quadro strategico dell’Arera, dove l’associazione che rappresenta le imprese della filiera ha chiesto una regolazione capace di accompagnare l’evoluzione del settore senza compromettere competitività, continuità delle forniture e sostenibilità economica. Secondo il presidente Pier Lorenzo Dell’Orco, la trasformazione del sistema energetico dovrà valorizzare le infrastrutture esistenti e favorire progressivamente l’integrazione di vettori a minore impronta carbonica, dal biometano all’idrogeno, fino ai gas a ridotto o nullo contenuto di CO₂.


I dati illustrati da Proxigas mostrano come, dopo la forte contrazione registrata durante la crisi energetica del 2022-2023, la domanda nazionale abbia ripreso a crescere. Nel 2025 i consumi di gas sono aumentati del 2,1%, mentre nei primi sette mesi del 2026 l’incremento è stato dell’1%. Particolarmente significativo è il contributo alla produzione elettrica: nel solo mese di luglio i consumi destinati alla generazione termoelettrica sono cresciuti del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gas continua infatti a garantire flessibilità al sistema, intervenendo quando la produzione delle fonti rinnovabili non programmabili non è sufficiente a soddisfare la domanda e contribuendo alla stabilità della rete elettrica.


Un ruolo altrettanto rilevante rimane nel settore residenziale. Il gas soddisfa quasi la metà del fabbisogno energetico delle abitazioni e viene utilizzato per il riscaldamento di circa il 70% delle case italiane. Proxigas richiama l’attenzione sui limiti di una sostituzione troppo rapida degli impianti esistenti attraverso la sola elettrificazione. Su circa 16 milioni di abitazioni appartenenti alle classi energetiche F e G, l’installazione delle pompe di calore sarebbe tecnicamente realizzabile in meno di sei milioni di unità; considerando anche i vincoli economici, il numero scenderebbe sotto i due milioni. Una situazione che, secondo l’associazione, impone una transizione tecnologicamente flessibile e calibrata sulle caratteristiche del patrimonio immobiliare nazionale.


La questione assume particolare importanza anche alla luce dell’arrivo dell’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni che coinvolgerà combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale. Proxigas stima che, ipotizzando un prezzo medio della CO₂ pari a 60 euro per tonnellata, l’impatto potrebbe raggiungere circa 160 euro l’anno per famiglia. Per questo l’associazione chiede che gli obiettivi climatici siano accompagnati da strumenti capaci di evitare effetti regressivi sui consumatori e da una regolazione che favorisca investimenti realmente efficaci nella riduzione delle emissioni, senza creare costi sproporzionati rispetto ai benefici ottenuti.


Al centro della strategia indicata da Proxigas c’è inoltre la valorizzazione delle infrastrutture energetiche. Reti di trasporto e distribuzione, impianti di stoccaggio e terminali di rigassificazione hanno assunto un’importanza ancora maggiore dopo la crisi delle forniture russe, consentendo all’Italia di diversificare le fonti di approvvigionamento. Il patrimonio esistente può diventare anche uno degli strumenti della decarbonizzazione, attraverso l’integrazione progressiva di gas rinnovabili e a basse emissioni. In questa prospettiva, la regolazione dovrebbe favorire gli investimenti necessari alla trasformazione delle reti e garantire contemporaneamente la sostenibilità economica degli interventi.


Tra le priorità indicate figurano quindi il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti, mercati all’ingrosso liquidi ed efficienti, una maggiore valorizzazione delle infrastrutture e un quadro normativo favorevole alla decarbonizzazione. Proxigas chiede inoltre una semplificazione della disciplina ROSS, il sistema regolatorio applicato ai servizi infrastrutturali energetici, affinché gli operatori possano programmare gli investimenti con maggiore certezza. Il punto centrale è evitare che regolazione e transizione procedano su binari separati: le regole devono accompagnare l’innovazione tecnologica e rendere economicamente sostenibile l’evoluzione della filiera.


La prospettiva delineata dall’associazione non contrappone dunque il gas alle fonti rinnovabili, ma assegna al primo una funzione di supporto durante la trasformazione del sistema energetico. L’aumento della produzione eolica e solare rende necessario disporre di capacità programmabile e flessibile nei momenti in cui sole e vento non garantiscono una produzione sufficiente. Parallelamente, biometano, idrogeno e tecnologie per la cattura e lo stoccaggio della CO₂ possono progressivamente ridurre l’impatto emissivo della filiera. Per l’Italia la sfida sarà combinare sicurezza degli approvvigionamenti, competitività ed efficienza con gli obiettivi climatici, utilizzando la regolazione come strumento per orientare investimenti e innovazione senza compromettere l’affidabilità del sistema energetico.

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