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Feralpi cresce a 1,7 miliardi di ricavi: Pasini rilancia l’acciaio europeo tra investimenti e competitività

15 lug
Tempo di lettura: 2 min

Il gruppo Feralpi chiude il 2025 con un ritorno alla crescita dei ricavi, che raggiungono 1,7 miliardi di euro, confermando la capacità dell'azienda di consolidare la propria posizione in un mercato siderurgico ancora caratterizzato da forti pressioni sui costi e da una domanda non uniforme. Il risultato rappresenta un segnale positivo dopo una fase particolarmente complessa per l'industria dell'acciaio europea, segnata dall'aumento dei prezzi dell'energia, dall'incertezza geopolitica e dalla crescente concorrenza internazionale. In occasione della presentazione dei risultati, il presidente Giuseppe Pasini ha ribadito la necessità di rilanciare la produzione siderurgica europea, sostenendo che il continente debba tornare a considerare l'acciaio un settore strategico per la propria autonomia industriale e per la competitività del sistema economico.


Secondo Pasini, l'Europa si trova oggi davanti a una scelta decisiva. Da un lato prosegue il percorso della transizione ecologica, con obiettivi sempre più ambiziosi in materia di riduzione delle emissioni; dall'altro le imprese manifatturiere devono confrontarsi con costi energetici superiori rispetto ai principali concorrenti internazionali e con regole ambientali che, se non accompagnate da adeguate misure di sostegno, rischiano di favorire la delocalizzazione della produzione. Il presidente di Feralpi richiama quindi la necessità di costruire una politica industriale europea capace di garantire condizioni di concorrenza equilibrate, investimenti nelle infrastrutture energetiche e strumenti che consentano alle imprese di continuare a produrre acciaio in Europa senza perdere competitività rispetto ai produttori asiatici e americani.


La crescita del gruppo si inserisce in una strategia che punta su innovazione, sostenibilità e modernizzazione degli impianti. Negli ultimi anni Feralpi ha destinato risorse significative all'ammodernamento dei propri stabilimenti, allo sviluppo di tecnologie produttive più efficienti e alla riduzione dell'impatto ambientale. L'azienda ha inoltre ottenuto la validazione degli obiettivi climatici di lungo periodo da parte della Science Based Targets initiative (SBTi), confermando l'impegno a raggiungere il net zero entro il 2050 attraverso una progressiva riduzione delle emissioni lungo l'intera filiera produttiva. La strategia dimostra come competitività industriale e sostenibilità possano procedere parallelamente, purché le imprese dispongano di un contesto normativo stabile e di adeguati strumenti di supporto agli investimenti.


Il settore dell'acciaio continua a rappresentare uno degli elementi fondamentali della manifattura europea. Le produzioni siderurgiche alimentano infatti comparti strategici come automotive, edilizia, infrastrutture, meccanica, cantieristica navale ed energie rinnovabili. La crescente domanda di acciai speciali destinati alla mobilità elettrica, agli impianti per la produzione di energia e alle nuove tecnologie rende ancora più importante preservare una capacità produttiva autonoma all'interno dell'Unione europea. Al tempo stesso, la competizione internazionale si intensifica per effetto della maggiore capacità produttiva asiatica e delle politiche industriali adottate da Stati Uniti e Cina, che sostengono direttamente le proprie imprese attraverso incentivi e investimenti pubblici.


Per il sistema industriale italiano, i risultati di Feralpi rappresentano un segnale incoraggiante, ma evidenziano anche le sfide che attendono il comparto nei prossimi anni. Il rafforzamento della produzione siderurgica europea richiederà investimenti nelle tecnologie a basse emissioni, maggiore disponibilità di energia competitiva e un quadro regolatorio capace di accompagnare la transizione senza compromettere la capacità produttiva. In questo scenario, il rilancio dell'acciaio europeo non viene considerato soltanto una questione industriale, ma un elemento strategico per garantire sicurezza degli approvvigionamenti, sviluppo economico e autonomia tecnologica del continente in un contesto globale sempre più competitivo.

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